Caso Crisanti questione politica: è Zaia che deve rispondere, non i tecnici

Pubblicato da il 3 Maggio 2021

Zaia non si deve preoccupare dei suoi tecnici, in Commissione Quinta noi non vogliamo parlare con loro ma con lui perché sua, e non dei tecnici, è la responsabilità politica delle scelte che la Regione Veneto ha preso durante la pandemia.

Sua, allo stesso modo, è l’eventuale responsabilità politica di ciò che emerge dal fuori onda della trasmissione Report dove si capisce chiaramente che per ragioni di convenienza economica o politica si sarebbe trascurato un autorevole avvertimento sull’efficacia dei test rapidi, proveniente peraltro da un (ex) tecnico della Regione Veneto, il professor Crisanti per l’appunto.

E’ questa eventuale responsabilità che come rappresentati dei cittadini veneti abbiamo il dovere di appurare, anche perché per quanto è dato capire si era ancora in tempo ad evitare la mattanza che ha caratterizzato la seconda ondata del virus in particolare nelle case di riposo.

Non ci interessa nulla se lo studio per prof. Crisanti fosse ufficiale o ufficioso; non ci interessa nulla dell’inchiesta della magistratura e di quanto hanno da dire i tecnici, vogliamo solo capire cosa sapeva Zaia e come ha agito.

Allo stesso tempo il Presidente Zaia ci deve spiegare sulla base di quale scelta politica il Veneto è rimasto in zona gialla così a lungo nonostante tutto quanto stava accadendo a livello sanitario. Perché non ha esercitato i propri poteri per cercare di mettere un freno all’epidemia dilagante.

Ciò che finora è drammaticamente chiaro è che la Regione Veneto ha un presidente molto bravo a tenere la scena quando c’è da raccontare le cose che vanno bene, e altrettanto bravo ad eclissarsi dietro le quinte e trincerarsi dietro aun muro di “non so”, “non c’ero”, “non sapevo” quando si tratta di dare spiegazioni sulle cose che vanno meno bene. Sembra infatti di rivivere i giorni drammatici della questione citrobacter.

Quindi: Zaia preferisce venire a riferire in Quinta Commissione anziché in Consiglio regionale che sarebbe stato il luogo più adatto? Faccia pure, ma si prepari a dare delle spiegazioni e non pensi ancora a nascondersi dietro ai tecnici. Quelli li può pure lasciare in ufficio.


Anna Maria Bigon, vicepresidente Quinta Commissione Sanità della Regione Veneto