IL SOSTEGNO ALLE IMPRESE: IDEE E PROPOSTE

Pubblicato da il 4 Aprile 2020
Il sostegno alle imprese sarà determinante per il rilancio dell’economia, la ripresa del Paese e per la salvaguardia dei posti di lavoro.
Se crolla il sistema delle imprese il danno per l’Italia sarà enorme.
Le imprese hanno bisogno di liquidità subito e una moratoria fiscale per l’anno 2020. Ecco un progetto dettagliato di proposte già trasmesso al Partito e al Governo.
Si tratta, come è evidente, di proposte che come tali possono essere integrate, modificate, migliorate, respinte.
Il partito attraverso il coordinamento del vicesegretario Orlando e con il diretto intervento del responsabile Imprese Bussolati stanno raccogliendo le varie proposte per elaborare una piattaforma più largamente condivisibile da sottoporre al Governo.
PROPOSTA PER UN’AZIONE TEMPESTIVA DI SOSTEGNO ALLE IMPRESE.
Il Governo sta fronteggiando bene la grave, inedita crisi sanitaria in corso e con i provvedimenti fin qui assunti ha varato misure importanti per una prima risposta alla crisi economica e sociale, a cominciare giustamente dal sostegno ai più deboli e ai più esposti.
È scontato ma è bene ribadirlo che va fatto tutto lo sforzo necessario per mettere in campo tutte le risposte indispensabili sul fronte sanità, sia in termini di personale, di tecnologia e tutti gli strumenti che si renderanno necessari anche dopo la fase più acuta del Covid-19.
Serve ora a nostro parere una ulteriore risposta che consenta al sistema produttivo italiano di resistere al prevedibile impatto negativo sull’attività economica senza scaricarne il costo sui fornitori e sulla occupazione, con il rischio di una spirale sociale difficile da fronteggiare.
E con la conseguenza di impoverire in modo pesante il sistema produttivo sul quale invece dobbiamo poter far conto per la ripresa.
Apprezziamo e sosteniamo con convinzione profonda l’impegno del governo perché nella dimensione europea
prendano forma interventi più coraggiosi e lungimiranti di politica economica di quelli fin qui assunti.
Proponiamo intanto di agire su due linee di impegno, entrambe supportate e garantite dalle decisioni assunte fino qui da BCE.
La prima decisione prevede la possibilità di acquisto da parte della BCE di titoli pubblici nel 2020 per tutto quello che serve. Questo significa che l’utilizzo, con scostamento di bilancio, di una somma di quell’entità è garantito da copertura oltre ad essere autorizzato dalla recente opportuna decisione di sospendere il Patto di stabilità.
La seconda decisione, sempre di BCE è la messa a disposizione delle banche di liquidità adeguata a interesse negativo. Vale qui la considerazione importante ai fini dei conti pubblici che, secondo la prassi già usata da altri paesi europei, solo il 10% della garanzia che si accende va iscritto in bilancio.
Se si fermano i flussi di cassa il Paese si ferma e il sistema produttivo italiano ne uscirà destrutturato e ripartirà con grande fatica con il rischio alto di default, con costi economici e finanziari ben superiori alle somme necessarie da mettere in campo ora.
Su queste due linee d’intervento avanziamo quindi alcune proposte per le prossime, a nostro avviso indispensabili ed urgenti, iniziative del Governo.
SOSTEGNO AL SISTEMA PRODUTTIVO
Prevedere in via prioritaria un voto parlamentare che autorizzi il Governo allo sforamento del saldo strutturale di bilancio per una cifra almeno pari alla garanzia di acquisto titoli fornita da Bce (150 mld) aggiuntiva ai 25 miliardi già autorizzati.
Questo consentirà, per la parte non utilizzata, di creare un plafond finanziario a cui attingere per tutti i decreti che si renderanno indispensabili per fronteggiare la crisi finanziaria e la crisi economica e sociale del Paese.
PER SOSTENERE LE IMPRESE
Ires sospesa per tutto il 2020 con possibilità di rateizzazione dell’importo nell’arco di 3 anni a partire dal 2021. Potranno accedervi tutte le aziende che dichiarano con auto dichiarazione soggetta a verifica entro 12 mesi un calo di fatturato presunto di almeno un 40% del primo semestre 2020 su 2019.
– Imu su siti produttivi sospesa per almeno tutto il 2020e con possibilità di rateizzare l’importo nell’arco di 3 anni a successivi partire dal 2021. Potranno accedervi tutte le aziende che dichiarano con auto dichiarazione soggetta a verifica entro 12 mesi un calo di fatturato presunto di almeno un 40% del primo semestre 2020 su 2019.
– Irap e Tasi sospese per tutte le imprese per almeno tutto il 2020 e con possibilità di rateizzare l’importo nell’arco di 3 anni a successivi partire dal 2021. Potranno accedervi tutte le aziende che dichiarano con auto dichiarazione soggetta a verifica entro 12 mesi un calo di fatturato presunto di almeno un 40% del primo semestre 2020 su 2019.
– Per le imprese che dichiarano con propria autocertificazione che chiuderanno il 2020 con un fatturato inferiore al 30% dell’anno 2019, le stesse imprese a giugno 2020 dovranno saldare le imposte dovute per l’anno 2019 (40%) mentre l’acconto delle imposte per il 2020 sarà saldato in 12 rate a partire da Giugno 2021.
-Per le partite IVA,liberi professionisti, agenti di commercio, titolari di rapporti di collaborazione coordinata, iscritti alla gestione separata, operatori del mondo agricolo e dello spettacolo, è necessario estendere i termini dell’intervento estendendolo nel tempo alla pari della cassa integrazione in deroga per i dipendenti (9 settimane, meglio 12 per tutti) e innalzando l’importo da 600 ad almeno 900 euro mensili, assicurando una procedura snella e automatica.
Allargare il credito d’imposta del costo della locazione pari al 60% oltre al mese di marzo, ai mesi di aprile e di maggio o prevedere una moratoria per tutte le attività commerciali, ristorazioni e bar, ma anche per le attività produttive, artigianali, servizi e agricoltura.
– Tutte le imprese che si trovano in difficoltà a pagare le spese di affitto dove è ubicata la propria attività del mese di marzo e aprile e maggio e giugno 2020 non possono essere considerate inadempienti, ricorrendo la causa di forza maggiore dovuta all’emergenza Coronavirus.
– Le imprese che hanno utilizzato la cassa integrazione o cassa in deroga e che vorrebbero aggiungere un ulteriore somma al lavoratore per aiutarlo in un momento di difficoltà fino ad assicurare il medesimo livello di trattamento economico a cui avevano diritto prima della adozione di tali misure di sostegno, possono farlo e tale importo non sarà soggetto ad oneri contributivi o previdenziali e sarà deducibile dalla determinazione del reddito d’impresa.
Costituire un fondo per casi aziendali gravi, che può concedere contributi a fondo perduto in conto esercizio per coprire eventuali perdite non già coperte dagli altri provvedimenti, maturate nei mesi di chiusura obbligatoria dell’attività o per settori particolarmente colpiti dal Covid-19. Importo di almeno 500 milioni.
Per aiutare le imprese sia sul fronte finanziario che economicoe arginare le perdite civilistiche nei bilanci 2020 occorre che i finanziamenti concessi alle imprese di capitali, per causa di grave perdita di fatturato legato all’infezione Covid-19, siano destinati come vincolo all’iscrizione a bilancio delle società nell’aumento di capitale come finanziamento-prestito che lo Stato dà alle imprese attraverso il sistema del credito coperto da proprie garanzie o diversamente prevedere una rateizzazione lunga della restituzione del debito pari al finanziamento concesso.
La somma minima finanziabile dal sistema del credito sia calcolata sul fatturato del 2019, al netto degli utili e diviso per dodicesimi e moltiplicato per il numero di mesi che l’azienda intende coprire per mancanza di fatturato, da un minimo di 3 ad un massimo di 6 mesi.
Il finanziamento-prestito sarà restituito alle banche nel lungo periodo di almeno 15 anni con 24 mesi di preammortamento.
SISTEMA DEL CREDITO E GARANZIE PUBBLICHE
BCE ha messo a disposizione una somma superiore al trilione di euro per assicurare liquidità al sistema del credito al tasso che può arrivare fino al – 0,75.
Queste risorse sono disponibili per le banche ma finalizzate esclusivamente al sostegno delle imprese. È indispensabile porre il sistema italiano del credito nelle condizioni di ricorrere a questo strumento.
Per questo serve potenziare con urgenza il sistema delle garanzie sia per le piccole che piccolissime imprese e prevedere nuovi strumenti di garanzia per le medie e grandi aziende almeno fino a 5 miliardi di euro(coprendo circa 85% del fatturato delle imprese italiane). Garanzie che devono assicurare una copertura di almeno il 90% del finanziamento.
– La vigilanza europea ha già fatto passi importanti, ma è opportuna una sospensione più puntuale delle regole di Basilea per l’accesso al credito. Almeno per tutto il 2020, evitando di aprire un fronte di speculazione finanziaria.
– Varare immediatamente, in accordo con tutti i soggetti coinvolti (MEF, Cassa Depositi e Prestiti e ABI) procedure semplificate e automatiche per consentire l’emissione delle garanzie e consentire alle banche italiane, in accodo con BCE e Banca d’Italia, di superare i meccanismi, le procedure ed i criteri per la concessione del credito con il sostegno almeno fino al 90% di garanzie pubbliche
– Per le piccole e medie imprese interventi di potenziamento – tramite il sistema dei Confidi e il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI – dedicati alle imprese con un fatturato fino a 50 milioni di euro e prevedendo un impegno di finanza pubblica di circa 10 miliardi di euro
– Per le imprese medie e grandi, prevedere attraverso Cassa Depositi e Prestiti uno strumento dedicato per rilasciare garanzie su finanziamenti singoli o su portafogli di finanziamenti concessi da istituzioni finanziarie a imprese con un fatturato fino a 5 miliardi, aumentando sia le risorse mobilitate da CDP per almeno altri 40 miliardi, sia la rispettiva controgaranzia assunta dallo Stato per 2 miliardi.
CONCLUSIONI
Si tratta, come è evidente, di proposte che come tali possono essere integrate, modificate, migliorate, respinte.
L’obiettivo di fondo è indicare una direzione
e concorrere a determinare la portata delle scelte.
Assicurare liquidità e sostegno alle imprese e fornire al sistema produttivo adeguati strumenti per determinare un rapido superamento della difficoltà è la misura migliore e più efficace per proteggere le persone dal rischio della perdita del posto di lavoro.
E’ora che la politica recuperi il suo primato sulla finanza.
Gianni Dal Moro