D’Arienzo: i populisti sbraitano, ma non hanno interesse a risolvere la crisi migratoria

Pubblicato da il 20 Febbraio 2018 0 Commenti

Ancora nel 1990 l’Europa decise alcune regole e convenzioni per gestire il tema del diritto d’asilo stipulando la Convenzione di Dublino. Per impedire ai richiedenti asilo di presentare domande in più Stati membri (il cosiddetto asylum shopping), nel 2003 fu sottoscritto il Regolamento di Dublino II dal Governo guidato da Silvio Berlusconi con diversi ministri leghisti, tra tutti, Maroni e Castelli.

Quindi, se oggi vige l’obbligo per l’Italia di “registrare” tutti i migranti che arrivano sulle coste, la responsabilità è proprio di quel Governo.

Nel mese di novembre 2017 il Parlamento Europeo ha approvato la riforma del Regolamento di Dublino con 390 voti a favore, 175 contrari e 44 astensioni. Attualmente, sono in corso i negoziati con i governi europei per l’accordo finale. Il testo approvato mette fine al principio del paese di primo ingresso responsabile dei richiedenti asilo che arrivano sul suo territorio, introducendo un meccanismo di ridistribuzione automatica tra Stati membri dell’Ue.

E’ stata accolta la richiesta del Governo Italiano di evitare che gli Stati membri in prima linea si assumano una quota sproporzionata degli obblighi internazionali dell’Europa nei confronti delle persone che hanno bisogno di protezione.

M5s ha votato contro e la Lega si è astenuta.

 

Questi due partiti che da anni dicono pubblicamente di voler modificare le regole di Dublino, ma nei fatti, per motivi elettorali, vogliono che tutto resti tutto così. Altrimenti, di cosa parlerebbero? Per la Lega Nord lasciare così com’è il problema dell’immigrazione è sempre stato conveniente. Altrimenti non avrebbe potuto continuare a fare propaganda elettorale sugli immigrati, come fa da vent’anni a questa parte.

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