Tutelare l’olio d’oliva italiano (e veronese), il Ministro Martina ascolti le categorie

Pubblicato da il 10 Marzo 2016 0 Commenti

L’accesso temporaneo supplementare di 35mila tonnellate senza dazio per due anni dell’olio d’oliva tunisino nel mercato dell’UE al fine di sostenere la ripresa della Tunisia dall’attuale periodo di difficoltà, va monitorato.

Come è noto, soffriamo per le mancate produzioni degli ultimi due periodi del 2013-2014 e del 2014-2015, quindi, può essere realistico che nonostante i controlli previsti non sia garantito che l’olio tunisino, una volta entrato nell’UE, non possa essere falsamente etichettato come olio di origine comunitaria se non addirittura di origine italiana, come già spesso avviene.

La decisione europea non è neutra per noi. Verona è fortemente interessata per le pregevoli produzioni che abbiamo. Per tutelare la produttività veronese, l’olio tunisino ammesso all’importazione senza dazio deve essere accompagnato da misure di tracciabilità e di commercializzazione che ne impedisca la possibilità di essere etichettato come di origine UE o peggio come di origine Made in Italy.

Condivido le preoccupazioni delle categorie. Senza pregiudicare il lodevole intento europeo di venire incontro alle difficoltà del Popolo tunisino, a noi spetta aiutare gli agricoltori ed i produttori di olio di oliva italiani a superare con maggior facilità le crisi produttive e di mercato registrate negli ultimi anni.

Per questo, il Ministro dell’Agricoltura Martina farebbe bene ad incontrare le categorie e ad agire affinché venisse applicato immediatamente il dispositivo di chiusura che impedisce il rabbocco (tappo anti rabbocco) delle confezioni utilizzate nei pubblici esercizi.

Due atti che mettono le basi per tutelare le qualità dell’olio veronese.

 

Vincenzo D’Arienzo
deputato PD