Agsm-Aim: partnership industriale o accrocchio politico?

Pubblicato da il 28 giugno 2020
Dopo centinaia di migliaia di euro di consulenze (pare addirittura 700 mila), Sboarina e la sua maggioranza sono tornati al punto di partenza: la fusione a due con la sola Aim, un’opzione per noi insufficiente a far fare ad Agsm il salto di qualità richiesto, come del resto avevano certificato gli stessi consulenti. Peccato che il quadro della situazione nel frattempo sia completamente cambiato. Di questa ipotesi non si discute più da mesi, e le nuove cifre del concambio, 62%-38% in favore di per Agsm, poco raccontano della strategia aziendale. Sono indubbiamente più vantaggiose rispetto al 58-42 della vecchia ipotesi, ma… Vicenza, che puntava a chiudere in parità, al 50-50, è stata informata?
Anche volendo sorvolare su questo, sarebbe bello capire qual è a questo punto l’ipotesi di governance: ritorniamo alla stratificazione dei consigli di amministrazione zeppi di politici, alla veronese, o prendiamo la strada di Vicenza che ha azzerato i cda mettendo i dirigenti esistenti a capo delle aziende sottocontrollate in qualità di amministratori unici? Nel primo caso è evidente che per Vicenza significherebbe non uno, ma dieci passi indietro, mentre per Verona sarebbe la croce su ogni speranza di cambiamento. La Lega, che sta dirigendo le danze, punta ad una nuova partnership industriale o ad un nuovo accrocchio politico? Ci uniamo per liberare energie o per unire le debolezze? A meno di 48 ore dall’ennesimo cda nessuno di questi punti è chiaro e, purtroppo, non potrebbe essere altrimenti.

Per il gruppo consiliare comunale Pd
Elisa La Paglia, Federico Benini, Stefano Vallani