Chi vuole l’autonomia si confronti nel merito Zardini: «Unanimità delle Regioni è indicativa del cambio di clima»

Pubblicato da il 2 dicembre 2019

«L’unanimità con cui la Conferenza Stato Regioni ha approvato la bozza di legge quadro sull’autonomia è indicativa del cambiamento di clima. Questa può essere davvero la volta buona per dare compimento a una riforma istituzionale avviata quasi 20 anni fa». Lo afferma il deputato veronese Diego Zardini ricordando il lavoro con cu il ministro Francesco Boccia ha portato l’autonomia fuori dalle secche in cui era finita dopo le elezioni del 2018 a causa della contrapposizione tra regioni del nord e quelle del sud: «c’è stata un’opera di ricucitura molto intelligente», commenta Zardini. «Un lavoro improntato all’inclusione delle regioni più avverse ad accettare il percorso avviato da Lombardia, Emilia Romagna e Veneto e a dimostrare i vantaggi collettivi nel completare la riforma. Boccia ha chiarito, anche attraverso la legge quadro, che l’autonomia alza il livello di responsabilità delle amministrazioni, aiuta a ridurre le disuguaglianze non solo tra settentrione e regioni meridionali ma anche al nord, tra aree interne e realtà urbane e, soprattutto, non si basa sulla spesa storica, ovvero sulle sole risorse economiche».

La volontà di definire i livelli essenziali delle prestazioni, quindi i servizi minimi a cui ogni cittadino ha diritto indipendentemente dal luogo in cui vive, ricorda Zardini, «è la riprova della serietà di questa riforma che mantiene il cardine dell’unità nazionale e dà agli enti locali strumenti reali per amministrare il territorio secondo le peculiarità di ciascuno. Ora a bozza di legge quadro rappresenta un banco di prova per tutti, perché il lavoro non è certo terminato: chi vuole l’autonomia si siederà al tavolo per confrontarsi ed eventualmente migliorare il provvedimento. Chi, al contrario, è pronto a sacrificare le esigenze dei veneti per altri anni di inutile propaganda, eviterà con cura questa opportunità».