CENTRO COMMERCIALE A SAN MICHELE: LE RAGIONI DEL NO

Pubblicato da il 7 luglio 2016 0 Commenti

MEGA CENTRO COMMERCIALE A SAN MICHELE, LE MOTIVAZIONI E LE AZIONI PER DIRE NO AL PROGETTO

PUA denominato “Cercola”, in località San Michele Extra, quartiere Madonna di Campagna, via Monte Bianco – scheda norma n. 402. richiedente: Immobiliaria srl.

  1. San Michele Extra, Fondo Frugose e Madonna di Campagna non hanno bisogno di nuovi centri commerciali e nuove case, ma di iniziative politiche per l’utilizzo del costruito e per il recupero edilizio dell’esistente, senza ulteriore consumo di territorio, interventi per la diminuzione del traffico e conservazione delle aree verdi.
  2. I supermercati esistenti e quello previsto nell’area dismessa dell’ex Tiberghien sono ampiamente sufficienti per fornire ai cittadini i servizi necessari, per garantire il servizio di prossimità e il pluralismo delle forme distributive. La costruzione del nuovo centro commerciale unito ai già esistenti (Corti Venete e Centro commerciale VR Est) creerà grossi problemi di viabilità, inquinamento atmosferico e rumore. Una congestione di centri commerciale a pochi km di distanza tra loro e destinati a creare difficoltà economiche ai negozi che operano e opereranno all’interno delle strutture commerciali.
  3. Il nuovo centro commerciale, più grande di quello delle Corti Venete, contrasta con gli indirizzi dell’ 4 della legge regionale n. 50 del 28 dicembre 2012, che stabilisce che le amministrazioni comunali devono:
  • garantire la sostenibilità economica, sociale, territoriale e ambientale del sistema commerciale;
  • favorire la localizzazione degli interventi commerciali all’interno dei centri storici urbani;
  • incentivare il risparmio di suolo, favorendo gli interventi di consolidamento dei poli commerciali esistenti, gli interventi di recupero e riqualificazione di aree o strutture dismesse e degradate, gli interventi che non comportano aumento della cubatura esistente in ambito comunale;
  • rafforzare il servizio di prossimità e il pluralismo delle forme distributive.
  1. Nei quartieri ci sono, da decenni, centinaia di case non ultimate che volutamente non vengono rese agibili, nuove autorizzazioni andrebbero ad incrementare il patrimonio immobiliare già sovrastimato rispetto alle esigenze abitative.
  2. La viabilità nella zona est della città è già oggi in sofferenza. Un incremento del traffico ne comporterebbe la congestione oltre ad un aumento dello smog e rumore, pericoli per pedoni e ciclisti, in una zona già teatro di incidenti. E’ certificato dalle relazioni di progetto l’incremento del traffico derivante dal nuovo centro commerciale all’interno del quartiere di Madonna di Campagna, vie Gottardo e limitrofe, Monte Bianco e Salieri.
  3. Per quanto concerne il laghetto esistente, l’inquadramento all’interno del progetto non rispetta i criteri minimi di salvaguardia e potenziamento del grado di naturalità e funzione di rete ecologica prevista nel scheda norma approvata e nel Piano degli Interventi del Comune, ma ne prevede addirittura la chiusura. Nel PI, l’area dell’ex cava è inserita come area di tutela, mentre nella relazione di compensazione viene considerata come semplice area degradata!
  4. IL PUA deve tenere conto delle fasce di rispetto ferroviario compatibile con il programma AV/AC dove è prevista la demolizione dell’edificio della corte Cercola (fatiscente e in rovina) in quanto interferente con la nuova sede ferroviaria della linea storica prevista in variante.
  5. Per il PUA si ritengono di rilievo, e non risultano ottemperate, le azioni previste dal Piano di Azione e Risanamento della Qualità dell’Aria che riguardano l’incentivazione dei percorsi ciclopedonali, favorire la mobilità collettiva e pratiche di sostenibilità ambientale, adozione di piani di gestione del territorio che contribuiscano alla riduzione dell’inquinamento atmosferico e alla mitigazione dell’impatto (inserire distanze per costruire dalle strade, connettività delle reti ciclabili, barriere verdi, zone cuscinetto…)

Chiediamo che

 L’Amministrazione presenti il progetto in assemblea pubblica, da svolgersi nella VII^ Circoscrizione, unitamente agli altri progetti edilizi e commerciali previsti, in modo che i cittadini siano messi a conoscenza degli sviluppi urbanistici del territorio.

  1. Sia fatta una valutazione dei costi/benefici sociali, ambientali e non solo economici che il PUA ha per il territorio della VII^ Circoscrizione.
  2. Il Comune si faccia promotore presso la Regione affinché il progetto, data l’entità dell’intervento e la presenza della zona umida che viene eliminata, sia obbligatoriamente soggetto a valutazione ambientale strategica (VAS) e non solo a verifica di assoggettabilità a VAS.
  3. Sia rivisto lo studio sulla viabilità considerando l’area compresa tra la rotonda di San Martino, i quartieri di Madonna di Campagna, San Michele e Fondo Frugose tenendo conto anche dei futuri insediamenti previsti nel PI. In buona sostanza si chiede uno studio della mobilità che valuti quello che succederà dopo che saranno attuati tutti i previsti interventi che l’Amministrazione ha programmato.

Le osservazioni sono state presentate e protocollate agli ufficio tecnici del coordinamento territoriale e sottoscritte dai cittadini.

Il Pd della VII Circoscrizione proseguirà con una raccolta firme a supporto delle ragioni del no all’intervento.