Arsenale, la riqualificazione deve partire da un’idea di città

Pubblicato da il 5 aprile 2016 0 Commenti

“Le continue verifiche di sostenibilità sia finanziaria che di mercato hanno evidenziato che ancor prima della valutazione sulla bancabilità, nessun operatore ha finora mostrato serio interesse ad acquisire in sub-concessione o in locazione gli spazi della corte centrale. Non si sono create perciò le condizioni indispensabili alla stabilità e all’equilibrio – e dunque alla asseverabilità – del piano economico finanziario da associare al nuovo progetto”. Con queste parole, messe nero su bianco il 28 settembre 2015, ma di cui veniamo a conoscenza soltanto oggi con la pubblicazione degli atti, la società Rizzani De Eccher dichiarava “non fattibile” il project Arsenale. Il 3 febbraio 2016 l’impresa procedeva quindi a richiedere lo svincolo della cauzione. Con la delibera di giunta del 17 marzo scorso il project firmato Rizzani De Eccher deve ritenersi definitivamente archiviato.

Secondo il Partito Democratico ora si deve imparare dagli errori del passato e non commetterne di nuovi che, visto lo stato di avanzato degrado in cui versa la struttura, potrebbero risultare fatali. Pertanto invita l’amministrazione a mettere a disposizione tutti i materiali utili a creare un vero confronto sulla riqualificazione dell’Arsenale.

Per il capogruppo Pd Michele Bertucco “Il fallimento della proposta Rizzani De Eccher conferma ciò che diciamo da tempo, ovvero che non si può delegare ai privati lo sviluppo della città. Purtroppo l’amministrazione in carica persevera nell’errore quando, con una mano accoglie la nostra proposta di una commissione consiliare aperta al pubblico, già fissata per il 12 Aprile, mentre con l’altra mano continua a negarci, anche per questo nuovo project dell’Italiana Costruzioni, l’accesso alla documentazione, malgrado il parere positivo degli uffici. Il paragone con il recupero di Villa Reale di Monza è suggestivo – prosegue – ma non dobbiamo dimenticare che là è stato il pubblico a mettere la maggior parte delle risorse e a scegliere le destinazioni. Non da ultimo occorre rendersi conto che ripartire da zero con un nuovo progetto di Finanza significa condannare l’Arsenale, già in pessimo stato manutentivo, ad un ulteriore degrado. Possiamo permetterci di aspettare altri anni senza intervenire?”

Secondo la consigliera Elisa La Paglia “L’esperienza del project Rizzani De Eccher ci dice che occorre creare all’Arsenale un forte polo attrattivo che sia unico e collegato con un progetto di coordinamento complessivo della capacità di attrattiva turistica della città. In questo senso l’idea della cittadella del gusto o del museo dell’amore va valutata in rapporto ad altre iniziative simili che stanno già nascendo. La proposta della cittadella di arte contemporanea e la cittadella dei bambini non può essere decisa a tavolino ma va condivisa con la città e gli attori protagonisti in questi ambiti. Anche nel caso in cui si incontri la disponibilità di una impresa primaria, che è il nostro caso, resta in capo al Comune la responsabilità di dare le necessarie indicazioni su cosa c’è di rilevante a Verona affinché l’oggetto della riqualificazione si integri nel tessuto vivo della città e non si riveli invece, tra altri cinque anni, l’ennesimo progetto non fattibile”.

 

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