Mozione per il riconoscimento della 
famiglia anagrafica con vincolo affettivo

Pubblicato da il 31 gennaio 2015

Che cosa distingue, nel senso comune, una coppia di “conviventi” da una coppia di coinquilini? Il semplice fatto che i primi vivono insieme in ragione del legame affettivo che li unisce mentre la coabitazione dei secondi ha motivazioni  di tutt’altra natura (ad esempio due studenti che dividono le spese dell’affitto).

Nel senso comune, al giorno d’oggi, questa distinzione è quasi sempre sufficiente per tributare ai conviventi la patente di famiglia e, fatto forse sorprendente ma vero, lo stesso criterio vale anche di fronte alla Legge, solo che quest’ultima si esprime con termini diversi.

I regolamenti attuativi della Legge sull’Anagrafe (la legge è del 1954, i regolamenti si susseguono a partire dal 1989) precisano infatti che per famiglia anagrafica si intende una coabitazione tra persone legate da rapporto di matrimonio, parentale o anche di semplice vincolo affettivo, per l’appunto. La legge dunque distingue la famiglia anagrafica dalla convivenza anagrafica, che invece si definisce come l’insieme di persone abitualmente coabitanti per motivi religiosi, di cura, di assistenza, militari, di pena, e simili.

Con questa mozione il gruppo consiliare PD chiede che anche il Comune di Verona si adegui a tali disposizioni riorganizzando gli uffici preposti per registrare, ovviamente su richiesta degli interessati, la volontà di costituire un unico nucleo familiare e per provvedere al rilascio dell’attestazione di iscrizione all’Anagrafe quale “famiglia anagrafica costituita da persone coabitanti legate da vincoli affettivi”.

Va precisato che con questo provvedimento non si intende affatto delegittimare il ruolo sociale della famiglia fondata sul matrimonio, bensì si intende compiere un passo significativo verso l’estensione di diritti e opportunità a coppie che finora ne sono escluse.

L’esperienza della Vicenza di Variati ci dimostra che questo è possibile senza grossi stravolgimenti sociali: dal giugno 2012, quando questa misura entrò in vigore, Vicenza ha riconosciuto l’unione di 122 concittadini. Anche a Verona puntiamo perciò alla più larga condivisione possibile tra le forze politiche e i singoli consiglieri comunali.

Ma in concreto quali sono i ‘vantaggi’ di essere riconosciuti come famiglia anagrafica con vincolo affettivo? Alcuni esempi sono: la possibilità di ottenere informazioni sanitarie e amministrative sulla situazione del convivente; la possibilità di assisterlo in caso di degenza o di detenzione; l’accesso ai consultori familiari; la possibilità di partecipare a bandi pubblici che altrimenti sarebbero preclusi. Altri argomenti di maggiore rilevanza come la reversibilità della pensione sono di esclusiva competenza statale, quindi non sono qui in discussione.

In ambito cittadino, tuttavia, occorre attivare specifiche convenzioni, soprattutto con l’Ulss, e promuovere un adeguamento dello statuto delle principali aziende pubbliche erogatrici dei servizi. La mozione chiede al Sindaco, titolare della materia, di provvedere anche a questo.

 

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