Di seguito, il documento programmatico di Orietta Salemi, la candidata sindaco appoggiata dal PD Verona.

  1. Famiglie
  2. Infanzia e adolescenza
  3. Minori in stato di disagio
  4. Giovani
  5. Anziani
  6. Disabilità
  7. Casa
  8. Marginalità sociale
  9. Pianificazione urbanistica
  10. Area vasta
  11. Centro e periferie
  12. Qualità ambientale
  13. Ambiente
  14. Parchi
  15. Marangona
  16. Decoro
  17. Cultura
  18. Fondazione Arena e spettacoli dal vivo
  19. Mobilità
  20. Aziende partecipate
  21. Attività sportive
  22. Patrimonio immobiliare storico
  23. Scuole
  24. Università
  25. Lavoro
  26. Banda larga
  27. Immigrazione
  28. Sicurezza
  29. Turismo
  30. Risorse
  31. Conclusione

Premessa

Dieci anni sono il tempo che ha a disposizione il Sindaco per svolgere il suo compito al servizio della città.
E proprio il prossimo decennio sarà cruciale per la nostra città perché ora è giunto per Verona il momento di scrivere una pagina nuova.
Verona è, più di ogni altra, una città dei flussi.
Flussi dall’esterno, flussi dall’interno, flussi che l’attraversano.
Flussi di persone, di cose, di economia, di culture, di pensieri, di proposte.
Flussi che vanno capiti, promossi, accolti, governati da un’amministrazione locale attenta, aperta, libera e orgogliosa della posizione strategica che rende unica questa città.

Si deciderà nei prossimi dieci anni se Verona manterrà o meno la sua posizione centrale nell’incrocio tra i due corridoi europei che vanno da nord a sud e da ovest a est, quella, per intenderci, che ha fatto nascere e crescere Fiera, Quadrante Europa, Aeroporto, Veronamercato e, ancora prima, Magazzini Generali.
Quella che ci fa essere tra le prime città turistiche d’Italia.
Quella, ancora, che porta le imprese europee a stabilirsi sul nostro territorio.
Si deciderà cosa fare dell’immenso patrimonio che Verona contiene.
Si deciderà, soprattutto, quale assetto complessivo dare ad una città che ha bisogno di esser profondamente riqualificata e rigenerata a partire dai bisogni, dalle necessità e dalle aspirazioni della sua comunità formata da donne ed uomini di ogni fascia di età che la vivono ogni giorno.
Noi vogliamo tornare a parlare di comunità. Vogliamo tornare ad essere una comunità. La comunità di tutti i cittadini di Verona, donne e uomini, bambini, giovani, adulti, anziani; nessuno escluso e senza alcuna distinzione. Una comunità che diventa opportunità per ogni suo componente.

Una comunità che si riconosce come tale, che sente di essere parte e partecipe di una città che torni ad essere bella e consapevole della sua bellezza e delle sue potenzialità.

Una città che sappia progettare il suo futuro, che non lasci indietro nessuno, che tuteli come bene comune il suo sfaccettato patrimonio fatto di territorio, storia, cultura, arte, economia, ambiente, attenzione sociale, tradizione, imprenditoria, competenze, creatività, valore umano.

Una comunità che contribuisca con i suoi valori e le sue scelte a fare crescere culturalmente, eticamente e socialmente i suoi componenti, perché crede che le relazioni umane siano la via per costruire il futuro e per innovare.

Una comunità che fa proprio il valore della legalità e non si fa fiaccare nel suo impegno dai segnali di corruzione, concussione, clientelismo, infiltrazioni malavitose che hanno segnato e continuano a segnare la società locale.

Siamo consapevoli che essere una comunità comporta responsabilità: significa essere responsabili che ogni scelta che andremo ad attuare coinvolgerà tutto e tutti nel breve, medio e lungo periodo.

E proprio per questo ci assumiamo la responsabilità più grande di candidarci alle prossime elezioni comunali: perché vogliamo essere questa comunità.

La crisi ha cambiato tutti gli scenari, i parametri, i riferimenti e se è vero che la ripresa c’è, è ancora debole e va sostenuta.
Abbiamo limitato i danni occupazionali rispetto ad altre aree grazie ad un tessuto produttivo diversificato.
Ma sono stati profondamente colpiti alcuni settori portanti dell’economia locale quali l’edilizia, l’industria, l’artigianato, il commercio, preservando solo il turismo ed, in parte, il suo indotto.
Sono saltati completamente i vecchi equilibri scaturiti dallo storico assetto economico-produttivo che ha permesso, dal dopoguerra in poi, lo sviluppo della città.

È necessario ed urgente rivedere completamente le scelte di pianificazione generale e di pensare, proporre, concretizzare un nuovo modello di città che sappia rispondere concretamente a tutti i suoi diversificati bisogni.

Va avviato e controllato da parte dell’Amministrazione, in modo semplice, trasparente ed efficiente, un processo di sviluppo per la costruzione della città del domani che preveda la partecipazione da parte dei cittadini sia per i grandi progetti che per le micro trasformazioni urbane.

Il Comune può far molto ma non ha competenza su tutto.
Può e deve, tuttavia, svolgere fino in fondo il suo ruolo nel governo dei processi, promuovendo il territorio della città e dell’intera area metropolitana, favorendo i rapporti tra Università, Fondazione Accademia di Belle Arti e imprese, incentivando i nuovi insediamenti, tutelando l’ambiente, mantenendo un rapporto stretto e collaborativo con le categorie economiche, costruendo una città aperta all’Europa.

Verona può candidarsi ad essere il nodo centrale di una rete territoriale allargata ai territori vicini in grado di individuare e realizzare quei piani di più ampio respiro, orientati al risultato, che servono per produrre risorse, risolvere criticità, contenere costi, aumentare ricavi, integrare altre politiche ed altre istanze (dalla mobilità, al welfare, alla sicurezza).

Il nostro progetto parte da una valutazione semplice: la città è condizionata da un’eredità pesante non solo per le cose fatte, spesso in modo sbagliato, quanto piuttosto per le cose non fatte, le scelte rinviate, le strategie mancanti, le priorità trascurate.
Per cambiare passo occorre ridare ruolo e dignità ai talenti e alle capacità che le forze sociali, economiche, civili della città possono esprimere e che in questi anni sono state tenute ai margini, a favore di una concezione che alle competenze ha privilegiato le appartenenze e le vicinanze di cordata.

È la città che deve tornare protagonista.
È alla città nel suo complesso e non solo ad alcune sue parti che ci rivolgiamo.
Vogliamo liberare le energie, per fare rete tra Comune, conoscenze e capacità della città, stabilendo un rapporto diverso con le molte persone che finora sono rimaste ai margini.
È nostra convinzione che la prossima Amministrazione comunale debba investire su una pianificazione a lungo termine che sia capace di disegnare tutti gli scenari del futuro sviluppo urbano, in linea con quanto fanno da anni ormai le maggiori città europee, avviando politiche di investimento e trasformazione finalizzate ad offrire la migliore qualità della vita.

Essere in grado di offrire futuro è l’obiettivo che ci poniamo per Verona, affrontando in maniera dinamica la sfida del cambiamento strutturale avvenuta in questi anni.
Offrire futuro a tutti, a partire dalle giovani generazioni, significa proporre reali opportunità economiche, favorire un’effettiva efficacia del funzionamento urbano, sostenere la qualità della vita. All’interno di tale prospettiva vanno inserite le progettazioni e le realizzazioni di dettaglio legate ai bisogni di chi quotidianamente vive la città (mobilità, cultura, risorse, servizi, casa, integrazione),  ripartendo dalla cura dei cittadini, dalle loro reali necessità di benessere diffuso, dalla qualità della vita, dalle mille dimensioni della sicurezza nei quartieri, dalla valorizzazione delle piccole cose, dalla riqualificazione e messa in rete del patrimonio che costituisce la spina dorsale di Verona.

La nostra Amministrazione intende ripensare la città con una visione strategica, pianificata ed organica di lungo periodo e di approccio integrato. Una visione nella quale è garantita a tutti i livelli la partecipazione dei cittadini, strumento necessario per il successo delle politiche di sviluppo urbano e territoriale. Una visione che parte dal riconoscimento e dalla valorizzazione dei bisogni vecchi e nuovi della comunità urbana. Una visione che è strettamente connessa alle reali potenzialità di Verona e all’utilizzo di tutte le risorse disponibili (dalle infrastrutture all’energia, dalle risorse naturali a quelle patrimoniali, da quelle economico-produttive al capitale umano, dalle conoscenze alle competenze e capacità).
Una strategia di “città intelligente” ossia, come indicato dalle politiche europee, caratterizzata da alte prestazioni laddove si combinano in modo intelligente dotazioni, relazioni sociali e attività dei cittadini con gli investimenti in infrastrutture e in tecnologie.

Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32