“Dopo Utoya. Estrema dx EU”
Domenica 4/9, ore 19.45, presso la Festa Democratica di Borgo Nuovo, piazza dell’Oca Bianca, Verona
Il Forum Europa del PD di Verona e i Giovani Democratici presentano:
“Dopo Utoya.
La crescita della destra radicale in Europa; le risposte del socialismo europeo e del movimento federalista”.
A poco più di un mese di distanza dai tragici fatti di Utoya, un’Assemblea che vuole mantenere viva la memoria, ma soprattutto porre nuovi interrogativi. Dove condurrà l’Europa l’impetuosa avanzata dell’estrema destra, soprattutto nei Paesi dell’Est? Come arginare il fenomeno e salvaguardare quel misto di welfare, solidarietà, multiculturalismo che è stato il motore della società europea come l’abbiamo conosciuta negli ultimi 20 anni?
Ne discuteremo con:
- Kaisa Penny, Finlandia, Presidente Ecosy-European Young Socialist
- Brando Benifei, Responsabile Europa Giovani Democratici – Vicepresidente Ecosy
- Giorgio Anselmi, Direttore de “L’Unità Europea “ – segretario Mfe Verona
- Matteo Avogaro, Segretario prov. Gd Verona
Coordinerà il dibattito Michele Fiorillo, Istituto Italiano di Scienze Umane
A seguire, SUPER CENA dei GIOVANI DEMOCRATICI, a prezzi iper-popolari, per continuare tutti insieme la discussione “internazionalista”, confrontarci in un clima più rilassato, e passare una bella serata in compagnia! Ti aspettiamo
Contestualmente verrà presentata la raccolta firme per la Federazione Europea promossa dal Forum Europa dei Democratici in sostegno dell’appello lanciato dall’Mfe ( www.wetheeuropeanpeople.eu ).
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Manovra bastarda
I giovani si ribellano a questa manovra bastarda
Si colpiscono i giovani e i lavoratori per risparmiare gli arricchiti e gli evasori
“Ancora di più con le modifiche delle ultime ore, la manovra economica si rivela sempre più iniqua e dannosa, perché scarica su noi giovani il costo di dieci anni di Berlusconismo scellerato, della crisi economica, e del deficit del nostro paese.” Così scrivono i Giovani Democratici di Verona in una nota furente.
“È una manovra bastarda perché non è più figlia di nessuno, non ha più nemmeno l’illusione di un fondamento. Dove sono finiti i (pochi) tagli ai privilegi della casta? Dove sono finite le proposte di far pagare un contributo a chi se lo può permettere – perché per fortuna o per merito sta meglio degli altri? E i tagli ai costi della politica, all’apparato burocratico? Tutto cestinato, dimenticato, o rimandato a eterni progetti di riforma costituzionale.”
“Con l’eliminazione del riscatto a fini pensionistici degli anni di studio e di leva militare (fino ai nati dell’85 obbligatoria) si crea una oggettiva discriminazione e un disincentivo per quei giovani che hanno servito il proprio Paese o che ancora ostinatamente cercano di investire su sé stessi attraverso la formazione universitaria” sottolineano i giovani del PD.
Uno studente di medicina, ad esempio, affronta un minimo di 6 anni di università per arrivare alla laurea, più altri 5/6 di specializzazione. Più di un decennio di studio serio ed impegnato, ad essere ottimisti. Un percorso laurea triennale/specialistica/master dura poco di meno.
“Il governo fa una pernacchia ai laureati discriminandoli rispetto ai loro coetanei che cominciano a lavorare subito dopo le scuole superiori. Non solo arrivano molto più tardi a percepire un reddito, non solo spendono sempre di più in tasse e materiale universitario, non solo spesso si trovano con titoli e qualifiche non valorizzati adeguatamente da un punto di vista salariale. Non solo devono rimandare tanto a lungo i propri personali progetti di vita. No, il governo ha anche ritenuto opportuno vietare loro di investire risorse proprie in una migliore posizione previdenziale, aumentando con un semplice trucco l’età pensionabile, facendo pagare ancora una volta ai giovani il costo sociale del risanamento dell’Italia.”
“Che progetto di Paese c’è in questo?” si chiede Matteo Avogaro, segretario provinciale dei Giovani Democratici. “Noi vediamo solo una maggioranza allo sbando impegnata a fare cassa su lavoratori di oggi e di domani per non tirare le cuoia. E faremo di tutto per toglierci democraticamente questo governo dalle (s)palle, prima che sia troppo tardi.”
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Con Tosi giovani KO
GD VERONA: IL QUINQUENNIO TOSI AFFOSSA LE SPERANZE DEI GIOVANI
I dati sull’occupazione giovanile a Verona, usciti nei giorni scorsi, parlano chiaro. Sono il certificato del fallimento delle politiche leghiste. Le riprova che, finché a Verona governerà il Carroccio, per chi si affaccia al mondo del lavoro ci sarà ben poca speranza di riuscire, in tempi brevi, a costruirsi una propria posizione, rendersi indipendente, smettere di pesare sul reddito della famiglia di origine. Anzi, la situazione è destinata a peggiorare.
Le cifre parlano chiaro. A Verona, da quando governa Tosi, la disoccupazione giovanile èaumentata addirittura di un terzo. Ma ci sono indicatori ancor più preoccupanti: il mercato del lavoro della Verona leghista ha, infatti un tasso più alto della media nazionale per quanto riguarda il rischio, per un neo-lavoratore, di perdere il posto di lavoro (23% contro il 18%) e soprattutto, è crollata la capacità di creare posti di lavoro: un misero 12% contro il 14,9% del livello nazionale. Ciò vuol dire che nei prossimi anni, se si continuerà così, sempre più giovani perderanno il lavoro, e sempre meno ne troveranno uno. Si tratta di dati costanti da un anno: il che vuol dire che non sono frutto dell’ultima ondata di crisi economica, ma sono maturati da tempo, e nulla si è fatto per venirne fuori. Un andamento, insomma, da zona sottosviluppata. Altro che “operosa padania”.
“Sono dati sconsolanti – commenta Matteo Avogaro, segretario provinciale dei Giovani Democratici di Verona – emblema della miope politica leghista che ha buttato a mare il Polo finanziario proposto dal centrosinistra, che ha preferito le ronde al welfare locale, che ha fatto dell’immobilismo e della sterile propaganda il biglietto da visita dell’attuale amministrazione. Non troviamo traccia di una seria strategia per l’occupazione giovanile, di un progetto di sostegno al reddito dei lavoratori precari, della volontà di mettere in relazione scuola, Università e mondo delle imprese per facilitare l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. Sfortunatamente per la Lega, con la politica tutta “sagre e dialetto” non si costruisce il futuro di Verona. È bene che i cittadini se ne ricordino, perché dalle prossime amministrative le cose devono cambiare”.
A impoverirsi sono, manco a dirlo, ancora una volta i giovani. Puniti due volte, perché, come evidenziato anche dalle organizzazioni sindacali, o non trovano lavoro, o lo trovano in condizioni subalterne e di sostanziale asservimento ai datori di lavoro, con contratti somministrati, a progetto, di associazione in partecipazione, che li privano di numerosi diritti di base che per i loro padri erano invece certezza.
Come Giovani Democratici siamo convinti sia necessario reagire: riprendendo a mettere in campo una politica di sviluppo economico del territorio, valorizzando le competenze e i saperi che la città è in grado di esprimere, come aveva già fatto la Giunta Zanotto. Pensando ad attrarre investimenti piuttosto che a vietare di mangiare panini per strada. Intervenendo, con gli strumenti a disposizione della Regione, utilizzando fondi già stanziati a sostegno dei precari e che giacciono inutilizzati. Impiegando le competenze della Provincia per introdurre, nei limiti delle sue prerogative, forme di regolamentazione in grado di alleggerire lo sfruttamento dei giovani lavoratori. Rilanciando un importante strumento come le cooperative di produzione e lavoro, per permettere ai giovani rimasti disoccupati di associarsi e costruire il proprio futuro sostenendosi a vicenda.
Un quinquennio di amministrazione Tosi ha affossato quello che era il sogno del Nord-Est: la prospettiva di potersi mantenere del proprio lavoro, di poter comprare una casa, metter su famiglia, accumulare qualcosa da lasciare ai propri figli. È ora di cambiare musica e ricostruire. A partire dalle elezioni della primavera 2012.
Giovani Democratici di Verona
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Salviamo il 25 aprile
È ormai certo che, in una manovra finanziaria raffazzonata e sbilenca, il Governo ha deciso di inserire anche l’abolizione delle c.d. “feste laiche” del 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno. Ufficialmente per aumentare la produttività, motivazione assai singolare in un contesto di crisi economica in cui le imprese sono costrette a lasciare a casa i loro dipendenti anche nelle giornate “ordinarie” di lavoro. In realtà, una scelta determinata da un chiaro fine ideologico: cancellare il ricordo di tre passaggi fondanti della Storia del nostro Paese, strizzando l’occhio a tutte quelle forze reazionarie che rimpiangono la dittatura fascista, e non si trovano a loro agio in un Paese democratico.
Il fenomeno è, tuttavia, particolarmente preoccupante a Verona. Dove gli episodi di violenza, firmati in modo più o meno diretto da gruppi di estrema destra e d’ispirazione fascista sono andati intensificandosi negli anni. Dove la sottocultura della repubblica di Salò è, purtroppo, ancora viva presso troppi gruppi nostalgici che non accettano il chiaro verdetto della Storia.
A Verona, quindi, festeggiare il 25 aprile ha sempre avuto, prima di tutto, un significato preventivo ed educativo, soprattutto per le nuove generazioni. Indicando loro quali fossero i valori di libertà, uguaglianza, democrazia da seguire e prendere come riferimento. Portando loro gli esempi positivi di chi, ormai ben più di mezzo secolo fa, a volte a prezzo della propria vita, combatté per garantire a tutti, compresi i governanti di oggi, la libertà. Un esempio, quindi, estremamente positivo. Che non è per nulla il caso di abbandonare.
“L’abolizione del 25 aprile è un messaggio devastante nei confronti dei giovani. Equivale a rendere insignificante la Festa della Liberazione, e quindi impedire che le nuove generazioni vengano in contatto col messaggio educativo, di libertà e giustizia, di cui la Resistenza è stata portatrice. – afferma Matteo Avogaro, segretario provinciale dei Giovani Democratici di Verona – Per questo chiediamo al Sindaco Tosi e al Presidente della provincia Miozzi di prendere immediatamente posizione contro il provvedimento del Governo. Non vorremmo, infatti, che l’abbandono dei valori della Resistenza rappresentasse, per i gruppi neofascisti presenti in città, una forma di sdoganamento. Col risultato di costringere presto Comune e Provincia a farsi carico non di una questione di carattere storico, ma di un ben più preoccupante problema di ordine pubblico”.
Come non ricordare i già numerosi sfregi compiuti dalle destre alla memoria della Resistenza, nella nostra città? A partire dall’incarico di consigliere di maggioranza presso l’Istituto per la Storia della Resistenza, conferito da Tosi ad Andrea Miglioranzi, ex membro di Veneto Fronte Skinhead. Operazione che indignò mezza Italia e costrinse l’attuale Sindaco ad una rapida retromarcia.
È quindi ora di uscire dall’ambiguità, e dire le cose come stanno. Tosi e Miozzi si facciano carico di far esprimere Comune e Provincia a favore del mantenimento della festa 25 aprile, senza se e senza ma. Nell’interesse della cittadinanza veronese, e, se non basta l’importanza storica della Resistenza ad essere convincente, nell’interesse anche di molti esercenti che, complice il danno che l’abolizione delle feste laiche provocherà al turismo presso la nostra città, vedranno di molto restringersi i loro affari.
Generazione Democratica Verona
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Da Milano al Referendum
A poche settimane dalle vittorie referendarie e delle amministrative, dal “cambio di vento” che tanto ci fa sperare, dalla presa d’atto che battere la destra è possibile, e pure in breve tempo, ritroviamoci con alcuni protagonisti di questi ultimi due mesi di grande impegno politico, per capire come sono nati i “miracoli” milanesi e referendari, e come si può pensare di ripeterli, l’anno prossimo, a Verona!
Ecco allora la nostra prossima iniziativa, organizzata congiuntamente con InnovarePD:
Domenica 3 luglio, alle ore 18.00, alla Festa Democratica di Santa Lucia (Giardini di Via Prina, VR)
“Da Milano al Referendum: cosa è successo, come è successo, come farlo risuccedere!”
Interverranno come ospiti:
- Roberto Basso: lo stratega (spindoctor) di Giuliano Pisapia
- Andrea Catania: segretario provinciale dei Giovani Democratici di Milano.
- Rappresentanti dei comitati per il referendum di Verona.
– I bravissimi (e giovani) sondaggisti di Termometro politico.
Vi aspettiamo tutti, già dalle 18, per un aperitivo in compagnia, e poi dalle 18.30 per l’inizio dell’iniziativa e il dibattito!!
Dai la tua adesione anche sulla nostra pagina FB “Giovani democratici Verona”!!! E diffondi il super-frantastico volantino (scaricalo qui)!
E ricordatevi che chi non viene…è una Letizia Moratti!!!
Giovani Democratici Verona
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Il Veneto contro le mafie
Sabato 21 e Domenica 22 maggio al Centro Carraro (Lungadige Attiraglio 45, Verona) i Giovani del PD organizzano due giorni di approfondimento sul tema delle Mafie in Veneto e nel Nord, un argomento particolarmente significativo che altre forze politiche cercano di tenere in secondo piano
Presenza di ospiti regionali e nazionali.
Domenica 22 maggio ingresso a pagamento - 15 euro con incluso pranzo a buffet – gratuito per gli under 30.
Visti i posti limitati è gradita la prenotazione o comunque la comunicazione della partecipazione a Zeno Toffalini: zeno.toff@gmail.com
Il Nord contro le mafie
Seminario di formazione e approfondimento
sulla presenza della criminalità organizzata in Veneto
Organizzato dai Giovani Democratici di Verona, 21-22 maggio 2011, Centro Carraro (VR)
SABATO 21 MAGGIO
h. 15:00 INTRODUZIONE
Saluto del Segretario Provinciale PD Verona Vincenzo D’ARIENZO
h. 15:30 TAVOLA ROTONDA
“LA PRESENZA STORICA E IL RADICAMENTO DELLA MAFIA IN VENETO”
Coordina i lavori Angiola PETRONIO, Corriere di Verona
OSPITI:
Beppino TARTARO, Organizzatore del Convegno “Mafia oggi, analisi, esperienze e azioni di contrasto” (Verona 2007)
Monica ZORNETTA, autrice del libro “A casa nostra. Cinquant’anni di mafia e criminalità in Veneto”
Maria GALLO, associazione Orizzonti e Gerbera Gialla
Roberto PENNISI, sostituto procuratore della Direzione Nazionale Antimafia
h. 17:30 CONCLUSIONI
Franco BONFANTE, Vice Presidente del Consiglio Regionale
Laura PUPPATO, Capogruppo PD in Consiglio Regionale
h. 19:30 CENA ALLA FESTA DEMOCRATICA DI SOMMACAMPAGNA
(solo su prenotazione, contattare 3480990702 Zeno)
h. 21 ROCKSTART
Competizione tra le rock-band emergenti della Provincia di Verona
PERNOTTAMENTO AL CENTRO CARRARO
(solo su prenotazione, contattare 3480990702 Zeno)
DOMENICA 22 MAGGIO
La partecipazione alla giornata di Domenica avrà un contributo minimo di euro 15, che servirà a coprire parzialmente le spese di pranzo e struttura.
h. 10:00 ASSEMBLEA PLENARIA
Roberto FASOLI – Consigliere Regionale PD Veneto
Pierpaolo ROMANI – Coordinatore Nazionale Avviso Pubblico
h. 11:00 WORKSHOP
Organizzati dai Giovani Democratici di tutta la Regione, su Ecomafie, Mafia e Lavoro, Mafia e Immigrazione
h. 13:30 PAUSA PRANZO
h. 14:30 Report dei gruppi di lavoro
15:30 TAVOLA ROTONDA
“IL RUOLO DELLE ISTITUZIONI E DELLA POLITICA NELLA LOTTA ALLA CRIMINALITÀ”
Laura GARAVINI – Capogruppo del PD in Commissione Nazionale Antimafia
Sofia SABATINO – Coordinatrice Nazionale Rete degli Studenti Medi
Enzo CICONTE – docente di storia della criminalità organizzata e parlamentare PD, Autore del Libro “’Ndrangheta Padana”
Silvano FILIPPI – Segretario Regionale SIULP
17:30 CONCLUSIONI
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