INTELLIGENZA ARTIFICIALE: COME CAMBIA IL MONDO DEL LAVORO

Pubblicato da il 4 Giugno 2023

CONFRONTO PUBBLICO CON LE CATEGORIE ECONOMICHE VERONESI

Giovedì 8 giugno in sala San Giacomo a Borgo Roma con un rappresentante dell’amministrazione comunale; l’europarlamentare Brando Benifei, Capodelegazione PD al Parlamento Europeo e Relatore del regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, e  Donata Gottardi, ordinaria di Diritto del lavoro.

 

Verona, 3 giugno 2023. Da molti percepita ancora come curiosità da museo delle scienze, l’intelligenza artificiale è ormai una realtà in grado di condizionare significativamente le nostre esistenze. È entrata nelle nostre case con gli assistenti domestici, ma è nel mondo della produzione che sta muovendo i passi più importanti. Secondo gli analisti di Goldman Sachs circa due terzi dei posti di lavoro in Europa e negli Stati Uniti nei prossimi sette anni saranno esposti a una qualche grado di automazione attraverso l’intelligenza artificiale. I più a rischio sono operatori di cassa, commessi e impiegati amministrativi, ma anche avvocati e contabili.

 

Come Partito Democratico vogliamo provare a capire di più i cambiamenti in corso, il loro impatto sull’economia reale e sul lavoro. Lo faremo giovedì 8 giugno alle 20:30 in Sala San Giacomo di piazzale Scuro a Borgo Roma in una serata dedicata che vedrà la partecipazione delle categorie economiche veronesi e dell’amministrazione comunale.

 

All’evento, promosso dalla responsabile per i Diritti Civili, Sociali e Digitali dell’Esecutivo Pd Verona Vera Scola, e moderato da Camilla Mariotto e da Barbara Ferro, rispettivamente responsabile Europa e Piccole Medie Imprese e PNNR del partito, interverranno Brando Benifei, europarlamentare relatore dell’Artificial Intelligence Act, legge europea di regolazione del settore in corso di elaborazione; un rappresentante dell’amministrazione comunale; Donata Gottardi, ordinaria di Diritto del Lavoro e responsabile Lavoro Pd Verona; Barbara Garofalo del Centro Studi e Informazione Politica del Pd veronese.

Per le categorie economiche parteciperanno, tra gli altri: Davide Bulighin, direttore di Confcooperative Verona; Carlo Grossule, presidente del Gruppo Giovani di Apindustria Confimi Verona; Massimiliano Pontarollo, vicepresidente di Casartigiani Verona; Raffello Fasoli, Segretario Cgil Verona; Giampaolo Veghini, Segretario Generale CISL Verona.

 

L’esempio di intelligenza artificiale forse al momento più noto al grande pubblico è il famigerato algoritmo che regola le consegne dei riders e degli altri lavoratori delle piattaforme digitali (circa 560 mila in tutta Italia). Sarà interessante conoscere dalle organizzazioni sindacali come sia possibile “contrattarlo” e come cambiano le tutele nei nuovi processi di lavoro.

 

Meno noto è che le chat-bot, ovvero i software che simulano conversazioni umane, e altre applicazioni di intelligenza artificiale, sono diventate strumenti di lavoro a livello manageriale in moltissime aziende. In che misura il loro uso influisce sull’organizzazione e le decisioni nei processi aziendali?

 

Accanto ad indubbi esempi positivi di impiego di questa tecnologia, come nella ricerca farmacologica dove l’intelligenza artificiale aiuta i ricercatori nella scoperta di nuovi farmaci, esistono casi d’uso che minacciano da vicino la sfera personale e i diritti dei cittadini, e che verranno probabilmente tassativamente vietati dalla nuova regolamentazione europea. Si pensi ad esempio alla sorveglianza biometrica su vasta scala (anche con l’utilizzo di social network), ai sistemi che rilevano e classificano le persone in base ai loro comportamenti sociali e alle loro emozioni, o a sistemi di polizia predittiva.

 

Gli analisti prevedono che il dispiegamento delle potenzialità dell’intelligenza artificiale comporterà un forte aumento di produttività ma anche la perdita di centinaia di milioni di posti di lavoro in tutto il mondo industrializzato avanzato. A rischio sono le mansioni concettuali più ripetitive, ma con forme di IA capaci di disegnare, comporre testi e ordinare milioni di informazioni al secondo, anche le professioni intellettuali classiche, dall’avvocato al giornalista, potrebbero essere insidiate. Qualche esempio esiste già. Quale futuro ci aspetta? E chi lo governerà?

 

Come tutte le tecnologie, anche l’intelligenza artificiale, che funziona sulla base di algoritmi normalmente chiusi, proprietari, ha bisogno di essere manutenuta, aggiornata o, come si dice nel gergo delle chat-bot, “allenata”. Di chi sarà questa mano? E a quali interessi risponderà? Ci vorrà un algoritmo open source? Il dibattito è aperto.