Campagna elettorale con fondi pubblici a Verona? Lorenzoni: vergogna a cui ci rifiutiamo di abituarci

Pubblicato da il 16 settembre 2020

«Fare campagna con i soldi degli altri è indice di scarsezza di idee e argomenti». Il candidato presidente del centrosinistra, Arturo Lorenzoni, stigmatizza l’ennesimo episodio di malcostume politico. Come segnalato dal capogruppo del PD di Verona, Federico Benini, l’assessore locale alle manifestazioni, candidato alle regionali con la destra, ha elargito un contributo al gruppo carnevalesco del quartiere di San Massimo a pochi giorni dal voto. Inoltre ha convocato il presidente del gruppo per il 16 settembre per definire i dettagli raccomandandosi di fargli avere nomi e indirizzi di tutti i componenti dell’associazione.

«Un modo maldestro di fare campagna elettorale e, diciamolo, un pessimo biglietto da visita per la politica. L’utilizzo di fondi pubblici per raccattare qualche voto è una vergogna a cui ci rifiutiamo di abituarci. Se i contributi alle associazioni sono dovuti, vengono erogati dalla città, dall’ente, quindi dall’istituzione e l’assessore pro tempore rappresenta tutta la cittadinanza nell’atto di delibera, anche perché i fondi erogai sono raccolti dalle tasse che cittadini e imprese versano, come ovvio, indipendentemente dalle simpatie politiche. Mescolare il ruolo di rappresentante di un’istituzione e quello di candidato a caccia di voti fa un pessimo servizio alla città, alla politica e pure alle associazioni. Purtroppo non è la prima volta che capita, ma noi lavoriamo perché sia l’ultima».

Nelle scorse settimane era emerso che un consigliere regionale della Lega a Treviso, Barbisan, aveva chiesto e ottenuto i bonus del governo, per un totale di 1.200 euro, ammettendo poi di averlo elargito a un’associazione di volontariato locale, il cui presidente era impegnato nella sua campagna elettorale. Un altro caso di beneficienza con i soldi degli altri.