Bigon: “In Veneto abbiamo 92mila capannoni, di cui 11mila dismessi: è su questo patrimonio, valore quattro miliardi, che si deve intervenire”.

Pubblicato da il 16 settembre 2020

Queste aree non più produttive hanno un costo ambientale, economico e sociale importante: vanno trasformate attraverso il recupero o la demolizione delle strutture. Siamo la prima Regione d’Italia per nuove cementificazioni, serve un sistema più razionale e sostenibile di gestione del suolo.

La rigenerazione urbana richiede però pianificazione e progettazione, ambiti in cui la Giunta Zaia non ha brillato durante la legislatura. Può essere l’occasione, per esempio, per ripensare a una seria riconversione agricola, in modo da agevolare il ritorno dei giovani alla campagna.

No al Veneto-pattumiera. I capannoni abbandonati vanno recuperati per un’altra ragione: da tempo sono diventati uno dei business della criminalità organizzata che trova magazzini a basso costo per lo stoccaggio illegale di rifiuti, Rifiuti, anche pericolosi, che spesso finiscono in fiamme con conseguenze per l’ambiente e la nostra salute. Numerose inchieste in Veneto hanno dimostrato quanto questo fenomeno sia in crescita. È necessario un monitoraggio costante delle zone industriali dove si concentrano i siti abbandonati, da attuare insieme a sindaci e polizie municipali.

Proponiamo di stanziare un milione per un Piano straordinario di controllo delle attività di smaltimento dei rifiuti, in modo da contrastare ogni illegalità.

Per questo mi voglio battere in Regione Veneto nei prossimi 5 anni. Per questo mi candido. Per un Veneto migliore noi del Pd ci siamo impegnati e ci impegneremo.

Anna Maria Bigon, candidata al Consiglio Regionale alle elezioni del 20 e 21 settembre