Raccolta differenziata: Comune di Verona ancora fanalino di coda

Pubblicato da il 29 luglio 2020

Per la percentuale di raccolta differenziata il Comune di Verona è fanalino di coda della nostra provincia, ben 91 comuni sono più virtuosi e offrono maggiori servizi.
Sono invece ben 20 quelli che superano l’80%:
Casaleone, Concamarise, Dolcè, Erbè, Fumane, Gazzo, Grezzana, Isola della Scala, Marano, Negrar, Nogara, Palù, Roverechiara, Salizzole, San Pietro di Morubio, San Pietro in Cariano, Sant’ambrogio di Valpolicella, Sommacampagna, Sorgà e Vigasio.

Gli ecocentri sono un servizio indispensabile nei comuni virtuosi che completa il porta a porta a favore di cittadini ed attività economiche.
Purtroppo da un anno, ed è stato riconfermato su richiesta dei consiglieri Pd in terza circoscrizione, Amia e il Comune di Verona hanno deciso di rinunciare a costruire l’ecocentro di via Casarini nella zona Nord/Ovest di Verona. Un terreno di quasi 7.000 mq, con un progetto di 15 anni che oltre a fornire un servizio atteso e comodo per i cittadini della terza circoscrizione, sarebbe stato raggiungibile da tutti i quartieri dell’ovest e nord cittadino, un bacino di circa 100.000 abitanti. Quindi da San Massimo, Saval, Stadio fino a Parona, Quinzano, Ponte Crencano ecc il più vicino ecocentro è a 20/30 minuti di auto. Sono solo due gli ecocentri cittadini infatti: in Basso Acquar, presso la sede di Amia (il nuovo impianto già finito da tempo non è ancora attivo) e alla Mattarana. Non è sostenibile.

La rinuncia è stata motivata dalla necessità di bonificare i terreni dove sarebbe sorto. Quindi invece di risolvere un problema ambientale si lascia lì l’inquinamento e i cittadini senza servizi.
Quanti altri anni dobbiamo attendere per la realizzazione dell’ecocentro nella zona ovest? L’ho chiesto ad Amia con un’interrogazione. Basta rinvii!

Elisa La Paglia, consigliera comunale Pd, candidata al Consiglio regionale del Veneto