Sopravvivenza compagnie teatrali: perché l’amministrazione ha perso l’opportunità del Patto per la Cultura?

Pubblicato da il 13 luglio 2020

Il consigliere Pd della Prima Circoscrizione Renzo Bellotti ha rivolto un’interrogazione per conoscere il destino delle compagnie teatrali veronesi, amatoriali e non, bloccate prima a causa dell’emergenza Covid e ora anche dall’assenza di qualsiasi stimolo pubblico alla ripresa delle attività.

A distanza di ormai due mesi dalla fine del picco dell’emergenza sanitaria il settore a Verona non vede alcun spiraglio di ripresa: “Apprendo dalla stampa – spiega Bellotti – che la Regione ha lanciato un Patto per la cultura del valore di 550 milioni, con Arteven, Fita (la Federazione dei teatri amatoriali) e il Teatro comunale di Vicenza, per la produzione di oltre 200 spettacoli, al fine di dare una scarica rivitalizzante all’intero comparto, professionale e non, da cui di dice dipenda il 5% del Pil regionale”.

“Nell’elenco dei Comuni che hanno aderito al progetto non vedo elencato il Comune di Verona” prosegue. “Faccio presente che tra città e provincia di Verona sono circa una trentina le compagnie teatrali iscritte alla FITA e altre Associazioni. Chiedo pertanto perché l’Amministrazione non ha colto un’occasione per rilanciare le compagnie del suo territorio”.

“Il settore fatica a ripartire e per mettere in opera idee e inventiva servono risorse per allestimenti, scenografie, costumi… Penso che la mancata partecipazione del Comune di Verona a questo accordo, allargato ai Comuni della provincia, proposto per incentivare non solo la cultura, ma anche la sopravvivenza delle compagnie, in particolar modo di quelle amatoriali, sia stata una grave perdita di opportunità di cui ne chiedo le motivazioni” conclude Bellotti.