Famiglia, Rotta e Zardini: Dal governo quasi 2 milioni nel Veronese per centri estivi

Pubblicato da il 26 giugno 2020

Il governo finanzia i centri estivi

Il potenziamento dei centri estivi organizzati dai Comuni sarà sostenuto dallo Stato. Il Dipartimento della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri sta erogando i 135 milioni previsti dal decreto Rilancio (art. 105) ai Comuni che hanno offerto la disponibilità di organizzare attività per i minori tra i 3 e i 14 anni nei mesi da giugno a settembre 2020.

In provincia di Verona i Comuni aderenti sono 88 e riceveranno in tutto 1 milione 935 mila euro. A questi fondi si aggiungerà un successivo riparto destinato al contrasto della povertà educativa e ad aumentare le opportunità culturali e educative dei minori.

«L’iniziativa del governo», sottolineano i deputati veronesi Alessia Rotta e Diego Zardini, «risponde a più esigenze: consentire ai genitori di riprendere a lavorare dopo molte settimane di chiusura; alleggerire i costi dei centri estivi sia per chi li organizza, i Comuni, sia per chi ne usufruisce, le famiglie; aumentare il numero di centri disponibili, in considerazione delle precauzioni e dell’impossibilità di frequentazione dello stesso numero di bambini previsto negli anni precedenti».

Ma è soprattutto il primo punto su cui i rappresentanti si concentrano: «Abbiamo sacrificato due mesi di lavoro che si traducono in diversi punti di Pil, con un aumento significativo del debito. Adesso, prima torniamo tutti a lavorare, prima recuperiamo produttività, più veloce saranno le nostre capacità di recupero. È importante dunque che le famiglie vengano sostenute, perché il contributo di lavoratrici e lavoratori alla ripresa sarà decisivo».

«Ricordiamo poi che le famiglie possono richiedere il bonus baby sitter o per il centro estivo stabilito dal governo con il decreto Rilancio e che ogni nucleo familiare può vedersi riconosciuto un contributo fino a 2.000 euro».

Le attività potranno essere realizzate al più presto e gli interventi saranno attuati dai singoli Comuni anche in collaborazione con enti pubblici e con enti privati, con particolare riguardo a servizi educativi per l’infanzia e scuole dell’infanzia paritarie, a scuole paritarie di ogni ordine e grado, a enti del terzo settore, a imprese sociali e a enti ecclesiastici e di culto dotati di personalità giuridica.

I criteri di ripartizione dei finanziamenti sono basati sulla popolazione di bambini e minori tra i 3 e i 14 anni presente in ciascun Comune.