Iniziative contro la violenza domestica in quarantena

Pubblicato da il 24 marzo 2020

Secondo alcune fonti e indicatori il rischio di violenza domestica e con esso la violenza assistita sarebbe intensificato a causa del periodo di quarantena. I sottoscritti consiglieri comunali hanno dunque chiesto la convocazione di una commissione consiliare nella quale audire le associazioni e i centri antiviolenza per valutare l’opportunità di prendere alcune contromisure che coinvolgerebbero comune, associazioni di categoria e forze dell’ordine. Tra queste anche l’applicazione di provvedimenti a tutela delle vittime di violenza, già adottate e messe in luce dalla Procura di Trento, che prevedono l’allontanamento del coniuge o del compagno violento.

Ribadiamo che i servizi per le vittime di violenza non si sono fermati per il coronavirus, restano attivi in questo servizi di pubblica utilità e che possono essere attivati anche dai vicini di casa qualora sentano rumori violenti. I lividi sono nascosti agli occhi di amiche, colleghi, compagni di scuola e familiari a causa del rimanere a casa, c’è bisogno di tutti per aiutare le vittime in questo momento di vulnerabilità.
Elisa La Paglia

A seguire la richiesta di convocazione :

Oggetto: Richiesta convocazione commissione 5′ nel rispetto delle linee guida emanate dal Governo per l’emergenza COVID-19

I sottoscritti consiglieri chiedono la convocazione della commissione competente per porre attenzione sui temi della violenza di genere, domestica e assistita che la costrizione a casa di queste ultime settimane ha aggravato e per sensibilizzare tutti gli esercizi ancora aperti.

La quarantena dovuta all’emergenza Covid 19 aumenta il rischio di violenze domestiche e violenza assistita. Il dato che sta emergendo da più fonti parla di un preoccupante calo di denunce, segnale anomalo perché, come abbiamo imparato a conoscere in circostanze ordinarie, durante i periodi di coabitazione “forzata”, come il week end o le vacanze, si è sempre registrato un aumento delle denunce. E’ dunque il segnale che qualcosa non va tra le mura domestiche e che è opportuno verificare per evitare il proliferare della violenza. Anche solo telefonare per chiedere aiuto diventa impossibile per la mancanza totale di momenti di solitudine della vittima.
Chiediamo la convocazione della competente commissione per chiedere a tutte le attività ancora aperte al pubblico quali negozi di alimentari, supermercati e farmacie di esporre il numero verde 1522 e per chiedere loro, tramite i loro rappresentanti, che pur in questo momento di forte pressione sui loro servizi, di rimanere vigili e attenti anche per richieste di aiuto che si dovessero presentare loro.

A fronte di casi conclamati, Paesi come la Spagna sono già corsi al riparo con l’istituzione di un codice, “mascarilla19”, che le vittime di violenza, a partire dalle donne, possono fornire al farmacista di turno per far scattare la filiera degli aiuti, uno dei pochi punti ancora liberamente raggiungibili dai luoghi di quarantena, un terminale qualificato sul territorio e che sempre si è dimostrato sensibile su questi temi, ricordiamo il Progetto Mimosa che si svolgeva proprio nel mese di Marzo.

SenonOraQuando con Isolina e Telefono Rosa negli anni scorsi avevano stampato e distribuito tramite la rete dei panettieri di tutta la provincia e con l’aiuto delle cassiere dei supermercati Martinelli migliaia di adesivi per promuovere il numero 1522. Le forme più efficaci oggi da mettere in campo andranno valutate con le associazioni di categoria.
Chiediamo quindi che in tempi rapidi venga convocata la commissione consiliare competente, che siano invitati e auditi i rappresentanti di confcommercio e confesercenti, di Federfarma, di Agec per le farmacie comunali, le rappresentanti del centro antiviolenza Petra e le associazioni attive sul tema (a titolo esemplificativo e non esaustivo Telefono Rosa e Isolina e) e uno o più rappresentanti per le forze dell’ordine.
La commissione potrà anche essere l’occasione per mettere al centro dell’attenzione la decisione del Procuratore di Trento Sandro Raimondi di ribadire che è l’aggressore a dover lasciare la casa per evitare alle vittime anche il pericolo del Covid-19. Una casistica per l’allontanamento da casa degli uomini violenti utile da analizzare con le stesse associazioni che si occupano di violenza sulle donne, che è emersa a Trento ma che potrebbe già essere attiva in tutte le Procure Italiane.
Verona è già sensibile a questi temi: è di soli pochi giorni fa l’appello del Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità (Cug) dell’università di Verona. In collaborazione con il Comune di Verona ha ricordato la possibilità di rivolgersi ai servizi di sostegno e alle forze dell’ordine presenti sul territorio veronese.
Grazie per l’attenzione,
 
I consiglieri
Elisa La Paglia
Alessandro Gennari
Anna Leso
Vallani Stefano
Federico Benini