DRUG TEST A SCUOLA: L’OPPOSTO DELLA PREVENZIONE

Pubblicato da il 12 febbraio 2020

dai CIC (centri di informazione e consulenza) al nuovo modello di “Prevenzione proattiva” quali i rischi per la scuola e per gli studenti

Le premesse scientifiche che dovrebbero giustificare il cambiamento di approccio al problema delle droghe nelle scuole, e dunque giustificare i controlli antidroga di massa che dovrebbero partire in questi giorni, promossi dal Dipartimento delle dipendenze dell’Aulss9, sono state apertamente contestate da medici, insegnanti, studenti e genitori, istituzioni pubbliche. Le contestazioni non riguardano solo il metodo intrapreso ma anche l’uso terroristico delle statistiche. Infatti secondo i dati Espad, il sistema europeo di sorveglianza sulle droghe nei giovani, circa il 30 per cento degli studenti ha usato droghe, soprattutto cannabinoidi, ma solo il 2,7 dei casi ne fa uso continuo. I dati sugli studenti veronesi, raccolti con questionari molto accurati, ha evidenziato gli stessi dati.

Il cambiamento di approccio al problema delle dipendenze nasce dal protocollo firmato lo scorso novembre dal Dipartimento delle Dipendenze dell’Aulss9 Scaligera e dai rappresentanti delle autorità scolastiche, chiamato “Modello preventivo proattivo per i disturbi da uso di sostanze nei giovani.” Viene dichiarato che sono da rivedere i modelli di interventi preventivi offerti dal Cic in quanto poco efficaci e poco frequentati dagli studenti, dagli insegnanti e dai genitori, sono soprattutto contestati i pochi invii ai servizi per le tossicodipendenze, i Sert. Secondo i proponenti tale vecchio modello preventivo deve essere superato da un “Nuovo modello di prevenzione proattiva” nel quale gli operatori non devono limitarsi a restare in “attesa del cliente” nel ruolo di consulenti, ma devono cercare direttamente il contatto con le persone vulnerabili all’interno della scuola attraverso un esame strumentale chiamato Drug test.

Si possono ben comprendere i dubbi e le perplessità di una vasta parte del mondo della scuola di fronte alla proposta di un test di massa da effettuarsi all’interno delle scuole (prelievo di campioni di urina con risposta immediata da trasmettere ai genitori). Test gratuito, volontario, anonimo con l’assenso delle famiglie. Ma la scuola, istituzione scolastica per definizione, si basa sulla consapevolezza, sull’educazione, sulla valorizzazione dei talenti, non certo sul sospetto e sulla ricerca delle vulnerabilità dei ragazzi.

Altra cosa sono i Centri di formazione e consulenza, il Progetto Benessere, l’Osservatorio sull’autostima, il Talent lab, tutti progetti rivolti al sostegno delle scuole dove equipe psicopedagogiche si mettono in ascolto, in una forma di sostegno e presa in carico, di studenti, genitori, insegnanti per un’alleanza educativa fondamentale per il ben-essere dei ragazzi. Consideriamo inoltre che sempre di più disagio giovanile si esprime in modi diversi, dall’abuso di alcool, ai disturbi dell’alimentazione, al gioco d’azzardo, all’autolesionismo, al bullismo, alla dipendenza tecnologica, quindi non solo prevenzione alle tossicodipendenze.

Le ragioni che spesso sono alle base di queste espressioni di disagio sono la gestione degli stati d’animo, la lettura delle proprie e altrui emozioni, le relazioni familiari e sociali, la carenza di autostima e autorealizzazione, per rispondere a questi bisogni degli adolescenti servono più psicoterapeuti che test.

Il Piano regionale contro le dipendenze è fermo dal 2009 e solo nel prossimo mese di marzo verrà emanato un nuovo decreto. Undici anni di vuoto legislativo ha permesso di proporre progetti e accordi locali fra istituzioni senza il parere della Regione, organo competente per le politiche sanitarie. Aspettiamo che la Regione convochi un tavolo tra gli addetti ai lavori ed esprima un parere sul Drug Test.

Chiediamo che i test clinici vengano ricondotti ad un contesto terapeutico e sottoposto alle norme vigenti e non diventino veicolo di strumentalizzazione, spettacolarizzazione o, peggio, di propaganda politica.

 

Elisa la Paglia – Consigliera Comunale Pd

Luisa Caregaro –  Referente sanità – Segreteria provinciale Pd