Bigon (PD): “Ospedale di Malcesine dimenticato dalla Regione, tra mancanza di personale e carenze strutturali. Zaia deve garantire le risorse per il completamento dei lavori”

Pubblicato da il 17 gennaio 2020
“All’ospedale di Malcesine continuano ad esserci problemi di personale che si sommano alle carenze strutturali: la Regione ha intenzione di intervenire visto che la situazione è nota da tempo? Gli investimenti in sanità sbandierati da Zaia vanno fatti sull’intero territorio, il Veneto non finisce a Treviso”. A denunciare nuovamente la situazione critica della struttura veronese è la consigliera del Partito Democratico Anna Maria Bigon, che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta. “Stiamo parlando di un ospedale che è un centro di riferimento nazionale per lo studio e la cura degli esiti tardivi della poliomielite oltre a essere un fondamentale presidio medico per i pazienti affetti da queste patologie, che arrivano anche da fuori regione. Perciò associazioni e amministrazioni locali (Malcesine, Brenzone e  Torri del Benaco) hanno chiesto di potenziare i servizi, ma la Regione continua a essere sorda. L’Aidm (Associazione interregionali disabili motori) ha denunciato la progressiva riduzione delle figure professionali, con appena due fisiatri in servizio. A questo si aggiungono la soppressione di oltre 20 posti letto di riabilitazione ortopedica, la contrazione dei servizi ambulatoriali, la chiusura, da novembre 2018, della Riabilitazione cardiologica, la presenza di un cardiologo appena un giorno a settimana per le visite ambulatoriali nonostante ci sia un reparto di degenza riabilitativa, e il trasferimento di un altro fisiatra. E questa sarebbe un’eccellenza?”.
Ma i problemi, sottolinea Bigon nell’interrogazione, riguardano anche la struttura nel suo complesso: “Servono interventi per l’adeguamento e messa a norma del Padiglione A. Dei 3,3 milioni destinati all’ospedale per gli impianti antincendio, per i gas medicali e antisismico ne sono materialmente arrivati appena 840mila. La Regione deve garantire tutte le risorse per il completamento dei lavori e assicurare la piena attività del nosocomio sia per quanto riguarda ricoveri e assistenza giornaliera oltre all’attività ambulatoriale. È così che si salvaguarda un presidio fondamentale per un intero territorio”.