Filovia a Madonna di Campagna, tempo scaduto. Spirato il termine dei 6 mesi, ma le strade sono ancora un cantiere aperto

Pubblicato da il 28 novembre 2019
Efficienza e puntualità sulla fine lavori”, aveva assicurato AMT nel Consiglio straordinario in VII Circoscrizione dell’8 ottobre scorso, richiesto dal Partito Democratico, ai cittadini e ai commercianti che erano presenti. I lavori dell’Opera Filovia in via Dolomiti e Marmolada, hanno ripetuto più volte, termineranno nei tempi previsti: 27 novembre 2019.
In realtà, scaduti i sei mesi previstidopo già innumerevoli disagi per i residenti e le attività commerciali una sospensione di 60 giorni senza apparente motivo in estate, le strade sono ancora un cantiere aperto. Lo avevamo previsto.

I ritardi sono giustificati da Presidente Amt e tecnici con le più svariate motivazioni, dal rinvenimento di sottoservizi in posizione non prevista a verifiche tecniche sui materiali e per ultimo anche la pioggia e il maltempo.
Ci chiediamo: se servono oltre sei mesi per fare solamente la base stradale, per poco più di un km, su un itinerario non certo impegnativo sotto l’aspetto del traffico, cosa succederà quando si interverrà nei quartieri del centro città e quando si ritornerà ancora a Madonna di Campagna per la posa di pali e fili?

Per distrarre l’attenzione, AMT ha escogitato un piano di comunicazione su quello che succederà con la filovia in esercizio, ma ai cittadini interessa avere risposte concrete oggi. Tra l’altro i primi render, di oltre sei metri, dovevano essere posizionati sui cantieri di via Dolomiti e via Marmolada, ma neanche quelli sono stati installati.
I cittadini chiedono la fine dei lavori e dei disagi, il ripristino della normale circolazione stradale e della sosta nel quartiere di Madonna di Campagna e il servizio bus in via Dolomiti.

L’Opera Filovia è solo all’inizio, ma è già chiara l’incapacità di gestione del progetto e dei cantieri da parte dei vertici AMT e la latitanza del Comune che non si rende conto dei disagi che da mesi cittadini e commercianti sono costretti a sopportare.  Anche in questi giorni il cantiere è deserto, il motivo è solo la pioggia?

L’unica mia consolazione di tutta questa vicenda è aver risparmiato un pranzo di pesce che avevo promesso nel Consiglio di Circoscrizione ai tecnici se fosse stato rispettato il tempo di fine lavori.
Concludo dicendo che la mia non è una critica “politica”, è un dato oggettivo e l’approssimazione dimostrata nella gestione dei lavori si traduce semplicemente nella mancanza di rispetto verso i cittadini.

Carlo Pozzerle, consigliere Pd della Settima Circoscrizione