Modifiche Legge regionale case popolari, Pd: Iniquità in parte riparate, ora vigileremo sull’applicazione dei correttivi

Pubblicato da il 13 novembre 2019

La riparametrazione delle soglie di reddito per l’assegnazione e la permanenza negli alloggi popolari Ater sono una vittoria politica ma soprattutto una riparazione almeno parziale dell’enorme ingiustizia che la legge regionale stava perpetrando a danno delle fasce più deboli della popolazione. Così gli esponenti cittadini Pd commentano le modifiche votate ieri in Regione sulla legge varata nel 2017 ma entrata in vigore il giugno scorso con una raffica di aumenti sui canoni di affitto.

Di “risultato importante che premia le petizioni promosse e le manifestazioni organizzate” parla il capogruppo comunale Pd Federico Benini. “Basti pensare” aggiunge Benini “che inizialmente la Regione negava fosse necessaria qualsivoglia modifica alla legge”.

La consigliera Pd Elisa La Paglia marca l’accento sul “tentativo dei Zaia di fare cassa sulla pelle delle fasce più deboli. Il centrodestra regionale solo a parole non aumenta le tasse ma poi le risorse per le case popolari vengono prelevate dalle case popolari stesse aumentando i canoni di affitto, una tassa prelevata dalle tasche dei più bisognosi. Su questo grave aspetto la maggioranza in Regione non ha fatto retromarcia” aggiunge la consigliera.

Sono dunque tutte salve le migliaia di inquilini che fino a qualche settimana fa rischiavano di essere buttati fuori di case per superamento delle soglie di reddito? “Per affermalo con certezza bisognerà attendere i nuovi calcoli ufficiali “ spiega la consigliera regionale Anna Maria Bigon. “Certo è che è stato fatto un passo in avanti decisivo verso una maggiore equità del sistema. Un risultato a cui siamo orgogliosi di aver contribuito dimostrando ancora una volta che anche come minoranza si possono raggiungere traguardi importanti”.

Ufficio Stampa Pd Vr