Smart city? Sboarina il testimonial meno adatto

Pubblicato da il 12 novembre 2019

Ci vuole  notevole sprezzo del ridicolo da parte del Sindaco a parlare di obiettivo “smart city” a fronte del modo goffo e improvvisato con cui  vengono gestiti i cantieri del filobus o dell’assalto al territorio da parte della sua maggioranza a cui stiamo assistendo con la Variante 23.
Al festival del Futuro in Fiera Sboarina è il testimonial meno adatto in quanto la sua amministrazione ha tutto da imparare e molto poco da insegnare in fatto di sostenibilità.
Se Sboarina volesse uscire per un attimo dalla “modalità propaganda” ammetterebbe che una città non è smart solo perché i semafori danno il verde automatico ad ambulanze e mezzi pubblici, ma nella misura in cui gli amministratori compiono scelte lungimiranti per ridurre la pressione del traffico motorizzato privato a favore di quartieri meno congestionati e più vivibili.

Ma il dato di fatto è che in questi due anno e mezzo la rete delle ciclabili cittadine non ha fatto alcun passo in avanti in direzione del suo completamento e dell’integrazione; la dotazione di verde pubblico fruibile non ha fatto alcun progresso, anzi si sono tagliati alberi; il trasporto pubblico è fermo al palo; del Pums non si conoscono gli obiettivi di fondo che dovrebbero andare ben al di là dal mero adempimento burocratico. La sperimentazione dei monopattini, ormai invisi alla popolazione tanto quanto se non di più del filobus, rappresenta un altro fallimento di questa amministrazione.

Come pensa il Sindaco di ridurre “carte e code” se su dieci uffici anagrafi sparsi nei quartieri ne funzionano soltanto due? Se non lavora per inserire ulteriori opere di mitigazione e di integrazione per il filobus? Se il Pums non si dà obiettivi ambiziosi e condivisi di liberazione dei quartieri?

Altro che gestione smart, anche sul fronte dei valori siamo difronte all’amministrazione più oscurantista del dopoguerra…

Federico Benini capigruppo comunale Pd