Multe a targhe estere, riscossione bassissima

Pubblicato da il 11 ottobre 2019

Decine di migliaia di multe staccate dai vigili urbani di Verona a carico di auto con targa straniera e mai pagate dai rispettivi proprietari negli ultimi tre anni. Per la gran parte si tratta presumibilmente di turisti, ma è probabile che continui ad esserci anche qualche furbetto che usa l’escamotage della targa straniera per violare serenamente il codice della strada in patria. Su richiesta del consigliere Federico Benini, gli uffici comunali hanno reso noto le cifre di quelle trattate dal Solori, che a sua volta si appoggia su società specializzate: nel solo 2016 i verbali non pagati che hanno per oggetto un veicolo con targa straniera ammontano a ben 27 mila, pari a circa il 68-69% del totale delle multe a targhe straniere elevante in quell’anno, per un importo di circa 1,8 milioni,
L’andamento sembra  sembra migliorare nel 2017 quando i verbali non pagati risultano essere “soltanto” 6.538, pari al 37,26% del totale, intanto però si è dimezzato pure il totale delle multe staccate, passato da circa 38 mila del 2016 a 17.500 circa del 2017. L’ammanco per le casse del Comune è di altri 490 mila euro, contando solo l’importo della sanzione a 60 giorni senza more e interessi.
Sembra stabilizzarsi il fenomeno nel 2018 quando le multe non pagate a veicoli con targa estera rimane fermo a quota 6.577 pari al . Ma è solo un’apparenza, perché nel frattempo si è ulteriormente ulteriormente ridotto anche il totale delle multe contestate che ora sono soltanto 12.279, probabilmente per effetto della contrazione dei flussi turistici.
Per il 2019 non ci sono dati in quanto le multe sono in fase di notifica.
Morale: se è vero che in città c’è un nuovo sceriffo – così come i frequenti blitz mattutini antidegrado di Sboarina e Polato vorrebbero far pensare  – ai turisti stranieri poco importa. Come certi tifosi incivili che nei giorni di partita parcheggiano su strisce pedonali, marciapiedi e davanti a passi carrabili, essi continuano a fare quello che vogliono.

Federico Benini, capogruppo comunale Pd