DECRETO SICUREZZA BIS: Fabbrica paura per mietere consensi e generare più insicurezza

Pubblicato da il 7 agosto 2019 0 Commenti

Il decreto legge convertito ieri in via definitiva è intitolato: “Disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica”. Necessità e urgenza di un dispositivo simile sarebbero comprensibili se l’obiettivo fosse arginare la violenza e le intimidazioni crescenti da parte dei gruppi di estrema destra, o il diffondersi, sempre all’interno degli stessi, di armi quali i fucili automatici o addirittura i missili. Ma il decreto interviene principalmente contro le ONG che perlustrano il Mar Mediterraneo per tentare di salvare dall’annegamento uomini, donne e bambini e contro chi manifesta nelle piazze il proprio pensiero.

Ad Agrigento, la provincia di Lampedusa, ci sono stati, nel 2017, 231 sbarchi con 11.159 immigrati. Nel 2018 il dato è calato a 218 sbarchi e 3.900 immigrati e nel primo semestre del 2019 ci sono stati soltanto 49 sbarchi e 1.084 immigrati. Di tali sbarchi quelli riferiti ai salvataggi delle ONG sono, per quanto riguarda il 2019, statisticamente insignificanti.

Per quanto riguarda, invece, il pacchetto di norme “anti tumulti” in piazza, cioè l’insieme di norme che intervengono, inasprendola, sulla disciplina dei reati commessi nel corso di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, il governo vuole far passare il messaggio che sono meritevoli di sanzioni più severe i reati commessi «nel corso di manifestazioni che si svolgono in luogo pubblico o aperto al pubblico», dipingendo i manifestanti come persone potenzialmente pericolose e le manifestazioni come luoghi pericolosi e criminogeni, in contrasto con i principi che ispirarono i padri costituenti nel prevedere la libertà di riunione.

Condividiamo il giudizio dei sindacati delle forze di polizia (Silp CGIL), cioè di coloro che sono chiamati direttamente in causa dall’applicazione di queste norme: “Si assiste a una escalation della criminalizzazione delle condotte che è iniziata dall’immigrazione, dalle frontiere, ed è giunta alle riunioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero nelle piazze cuore del Paese e luoghi dove i cittadini esprimono opinioni. La ricerca del consenso da una parte carica sulle spalle delle Forze di Polizia l’aspettativa dei risultati promessi con la propaganda, mentre dall’altra, specie durante le occasioni di protesta, inasprisce la contrapposizione tra i cittadini dissenzienti, che vengono etichettati come nemici, e chi è deputato a far rispettare la legalità quindi a contemperare la difesa dei diritti di tutti, viene visto, a sua volta, come il nemico dei nemici.” Nel Decreto non c’è un euro per il rinnovo del contratto delle forze di polizia.

Il tema dell’immigrazione è un tema enorme, complesso, epocale e ciclico nel corso della storia. Non si affronta con ricette semplici o risposte muscolari e disumane, perché sono inefficaci e servono solo a fabbricare paura e a ricercare consenso, invece di percorrere politiche che non isolino il nostro Paese e che propongano una gestione comunitaria in grado di coniugare le esigenze di umanità con quelle di sicurezza, di sviluppo e di pace nei Paesi di provenienza dei migranti.

Per questi motivi il Partito Democratico ha votato in modo convinto contro il decreto sicurezza-bis, l’ennesimo decreto fabbrica paura.

Il Pd veronese darà vita ad una serie di iniziative, anche di tipo culturale, per sconfiggere il clima di odio, di paura e insicurezza che il DL alimenta per beceri motivi di propaganda e raccolta di facile consenso. Come gocce d’acqua continue, il Pd veronese è impegnato ad erodere la base di pregiudizi e razzismo che ci stanno facendo perdere il senso di umanità.

Maurizio Facincani, Segretario Provinciale Pd Verona
Luigi Ugoli, Segretario Cittadino Pd Verona

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