Nuova legge regionale case popolari: Mozioni Pd per modifiche urgenti

Pubblicato da il 2 agosto 2019 0 Commenti

Sentiti inquilini, tecnici, sindacati e associazioni di categoria, emerge la necessità condivisa di intervenire con urgenza presso la Regione del Veneto affinché sospenda gli effetti della nuova Legge sulle case popolari e metta mano alle storture che stanno rendendo la sua applicazione iniqua e destabilizzante soprattutto nei confronti delle fasce di popolazione più bisognose.

Il gruppo regionale Pd, che a suo tempo votò contro l’approvazione dell’attuale testo, ha pertanto presentato una mozione di sospensione della legge che, proprio a partire da oggi, Lunedì 27 Luglio, viene riproposta in moltissimi Comuni in tutte sette le province venete. Nella provincia scaligera, la segreteria provinciale Pd ha promosso la presentazione di mozioni analoghe in tutti i Comuni dove è presente il Partito Democratico. Il gruppo consiliare Pd del capoluogo ha depositato la propria mozione giovedì scorso, 25 Luglio.

Ma che cosa sta succedendo? “A distanza di due anni dall’approvazione, avvenuta a maggioranza, della legge, si è verificato quanto avevamo paventato e denunciato durante la discussione in aula a Venezia” spiega la consigliera regionale Orietta Salemi, che ha seguito l’intero iter di approvazione. “Moltissimi degli attuali inquilini rischiano  la procedura di sfratto dal loro alloggio magari perché risultano disporre di un piccolo tesoretto in banca, frutto di decenni di risparmi. Proprio per scongiurare il verificarsi di situazioni di questo tipo, come gruppo Pd in Consiglio regionale avevamo presentato emendamenti per innalzare dagli attuali 20.000 euro a 23.000 euro di reddito Isee la quota di accesso alle case popolari. Inoltre avevamo chiesto di procedere ad assegnare gli alloggi a tempo indeterminato con verifiche quinquennali dei requisiti e non, come è oggi, con assegnazioni quinquennali.  Purtroppo le nostre proposte sono state bocciate e questo oggi si riverbera sulla stabilità abitativa di migliaia di nuclei famigliari”.

Aggiunge la consigliera Anna Maria Bigon: “Ho immediatamente posto il problema Ater in Regione non appena i cittadini hanno ricevuto senza alcun preavviso, le comunicazioni di aumento del canone che in alcuni casi è raddoppiato. Da anni in molti condomini non vengono fatte le dovute manutenzioni, ma la Regione non ha aspettato ad aumentare in modo spropositato comunque il canone. Appartamenti, alcuni, indecenti. Oltre ad una mozione congiunta per chiedere alla giunta la sospensione della legge, domani, in sede di assestamento del bilancio in consiglio regionale proponiamo un emendamento per la creazione di un fondo a favore dei più bisognosi. Occorre fermamente che la giunta del Veneto sospenda il tutto… Hanno purtroppo preannunciato che forse prenderanno in esame la richiesta a settembre”.

Il vicesindaco del Comune di Sommacampagna Giandomenico Allegri e il consigliere comunale di Villafranca Matteo Melotti confermano che “gli aumenti dei canoni di affitto, che la Regione ha promosso senza comprendere la situazione degli inquilini, stanno ricadendo sulle spalle dei servizi sociali comunali che per legge sono chiamati ad intervenire se gli inquilini non riescono a far fronte alla spesa”.

“Soltanto nella città di Verona – ricorda la consigliera comunale Pd Elisa la Paglia, prima firmataria della mozione presentata nel capoluogo scaligero – la legge tocca 2 mila inquilini di case Agec e altri 1.600 inquilini di case Ater, per un totale di oltre 3.500 nuclei famigliari”. Secondo la consigliera La Paglia “La regione sta facendo cassa sulla pelle dei più poveri”. Il capogruppo Pd Federico Benini sottolinea invece che “agli aumenti dei canoni di affitto in corso non corriponde un miglioramento della qualità degli alloggi che spesso restano a livelli molto scarsi”.

“Come Pd a tutti i livelli denunciamo l’insufficienza di una legge che era chiamata a dare risposte incisive al problema dell’emergenza abitativa e invece sta causando effetti devastanti proprio alle famiglie veronesi e venete con regolare contratto Erp, già assegnatarie dell’alloggio, che dallo scorso giugno si vedono recapitare lettere di ricalcolo del canone e, per migliaia, la comunicazione di avvio della procedura di sfratto” aggiungono il segretario provinciale Pd Maurizio Facincani e il segretario cittadino Pd Verona Luigi Ugoli.

La necessità di una sospensiva della nuova legge regionale è sostenuta anche dai Sindacati che hanno annunciato una mobilitazione nel caso la richiesta non venga soddisfatta dalla regione. Per i Sindacati erano presenti:

– Lucia Perina, segretaria provinciale Uil Verona

– Floriano Zanoni, della segreteria Cgil Verona

– Adriano Filice, segretario del Sindacato pensionati Spi-Cgil Verona

– Giuseppe Braga del sindacato pensionati Fnp Cisl

Crediamo che, al di là delle appartenenze politiche, tutte le forze politiche debbano prendere atto della situazione e mettersi al tavolo, assieme a rappresentanze degli inquilini, ai sindacati e alle associazioni di categoria, per approntare le dovute modifiche alla legge.

 

 

 

 

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