Infrastrutture: Pd, su interporto governo pensa a marchette e Sboarina tace

Pubblicato da il 17 giugno 2019 0 Commenti

“Il governo pensa più alle proprie marchette elettorali che al bene del Paese. E a fronte di una richiesta di coordinamento su qualcosa che andrebbe ad incidere fortemente sulla logistica del Quadrante Europa, sceglie di andare dritto per la sua strada, una strada morta. Con il decreto cosiddetto Sblocca Cantieri il Governo ha dimostrato non avere una visione strategica né una programmazione rispetto ad un settore come quello della logistica che, nonostante l’incapacità dell’esecutivo, va ancora molto bene nel nostro Paese”.

Lo dichiarano la parlamentare veronese Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico, Alessio Albertini, capogruppo del Pd alla Provincia di Verona e Orietta Salemi, vicepresidente vicaria del gruppo Pd alla Regione Veneto

 “Il Consorzio ZAI, uno dei principali poli della logistica, è il primo hub che si incontrerà una volta completato il tunnel del Brennero e coinvolge 13 mila addetti, con 16 mila treni l’anno e un volume di 30 milioni di tonnellate di merci che passano tutti i giorni. Ora, con il finanziamento dell’interporto di Isola della Scala – spiegano – questo importante centro di sviluppo logistico e infrastrutturale del nostro Paese rischia di essere messo a repentaglio da scelte scellerate. Perché il ministro Toninelli da un lato stringe con Rfi e con Zai un accordo per realizzare un nuovo terminal per ospitare treni fino a 750 metri, e dall’altro lato, per il rinnovo della concessione della A22, si garantisce 150 milioni per finanziare l’avvio della costruzione di una cattedrale del deserto”.

“Se ormai siamo abituati alle incongruenze, consapevoli o inconsapevoli, di Toninelli, quello che stupisce è il silenzio assordante del sindaco di Verona. Sboarina non solo fa finta di non accorgersi che a governare questa manovra sia Trento, a guida leghista, ma non fa nulla né per chiedere un coordinamento tra gli interporti né per salvaguardare l’occupazione del suo territorio. Le scelte sulla logistica a Verona, che sono preziosissime per lo sviluppo economico e per creare lavoro nel nostro territorio, non possono essere prese senza il coinvolgimento del Consorzio ZAI né possono essere prese fuori da Verona. Il Sindaco e la Provincia di Verona se ne stanno accorgendo? Perché stanno zitti? Di fronte alle scelte sbagliate e distruttive di questo governo che, ponendo la fiducia sul provvedimento, non ha accettato modifiche, noi andremo avanti – concludono Rotta, Albertini e Salemi – sollevando la questione in ogni sede competente, provinciale e regionale”.