Centro storico: dall’amministrazione solo misure tampone Il Pd: “Servono politiche di contrasto allo spopolamento e al degrado”

Pubblicato da il 10 giugno 2019 0 Commenti

Per l’amministrazione è molto più facile mostrarsi accondiscendente verso una richiesta di ampliamento di finestra Ztl che affrontare il nocciolo della questione posta con grande lucidità sia da commercianti che da residenti riguardante la riorganizzazione della mobilità del centro storico.

Il diritto dei residenti a respirare e a trovare parcheggio può essere convivere con il diritto dei commercianti a lavorare e a non venire soffocati da provvedimenti non adeguatamente mediati come la recente sigillatura della Ztl soltanto se l’amministrazione è in grado di realizzare una comoda ed efficiente alternativa all’automobile.

Questo significa, da un parte, fermare il traffico prima che entri in centro storico valorizzando i parcheggi esistenti con una politica tariffaria adeguata e attivando 365 giorni all’anno – tolti eventualmente i giorni di fiera – gli appositi parcheggi scambiatori dello Stadio o della Fiera opportunamente collegati con bus navetta.

Dall’altra parte significa incentivare la mobilità ciclistica con l’introduzione di zone 30 e di misure di moderazione del traffico lungo tutte le principali direttrici di adduzione dai quartieri.
Tra le richieste c’è anche una rivisitazione dei percorsi bus che attualmente il centro lo lambiscono soltanto, rendendo il servizio scomodo e poco attrattivo nei confronti dei residenti.

Il tema va ben oltre gli interessi delle singole categorie o della questione Piano della Mobilità Sostenibile di cui deve dotarsi il Comune: in gioco c’è la stessa sopravvivenza di un centro storico che diventa sempre più vecchio, inospitale e degradato. Da decenni manca una politica della residenzialità attrattiva nei confronti delle giovani famiglie; la popolazione invecchia, mancano servizi elementari come la piccola e media distribuzione di generi alimentari. Senza politiche adeguate il centro storico di Verona rischia di fare la fine di Venezia: una città fantasma abitata solo da turisti. E il Piano Folin, lungi dall’essere una soluzione, rischia di aggravare i sintomi. Non è dunque questione di una finestra Ztl, che per noi dovrebbe restare chiusa. Il Pd, a partire dalla Circoscrizione, si pone come interlocutore di questa realtà che l’amministrazione in carica non sa e non vuole cogliere in tutta la sua complessità.

Per il gruppo consiliare comunale Pd
Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani

Per il gruppo Pd della Prima Circoscrizione
Andrea Trombini, Renzo Bellotti e Franco Cacciatori