PD-IN FORMAZIONE: L’Europa come attore globale: un’altra dimensione di mondo

Pubblicato da il 17 aprile 2019 0 Commenti
È iniziato lunedì 15 aprile il ciclo di IN-formazione della Segreteria Provinciale del Partito Democratico di Verona, con l’incontro “L’Europa come attore globale: un’altra dimensione di mondo”  organizzato da Alfredo Forlin (responsabile Formazione) e Camilla Mariotto (responsabile Europa), la quale ha moderato l’evento.
La serata si è aperta con la relazione del Professor Francesco Zampieri, docente di Fondamenti di Strategia presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, il quale ha indicato tre sfide che l’Unione Europea deve risolvere per competere con le potenze globali (Stati Uniti, Cina, Russia, in primis) e rafforzare la propria sovranità democratica: il completamento dell’Unione Economica e Monetaria, con il rafforzamento dell’Eurozona; la creazione di un’effettiva difesa comune europea, a sostegno di una risposta più coordinata e condivisa del fenomeno migratorio; e la definizione di una politica industriale e ambientale a livello europeo che faccia da contraltare sia alle grandi potenze sia alle multinazionali.
All’onorevole Andrea De Maria, deputato PD dal 2013 e componente della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati, il compito di tracciare le considerazioni politiche del processo di integrazione europea. De Maria ha ricordato l’importanza del recupero della memoria, per comprendere appieno il fondamento stesso del progetto di unità europea. Già Robert Schuman, uno dei padri fondatori del processo di unificazione europea, nella sua celebre dichiarazione il 9 maggio 1950 disse: “Il contributo che un’Europa organizzata e vitale può apportare alla civiltà è indispensabile per il mantenimento di relazioni pacifiche. […] L’Europa non è stata fatta e abbiamo avuto la guerra.”
A fronte di forze esterne e interne che minacciano la tenuta dell’Unione Europea, De Maria indica due importanti fronti su cui articolare la battaglia delle idee contro i sovranisti. Da un lato, il Partito Socialista Europeo si deve fare promotore di un maggior radicamento identitario, anche tra gli iscritti dei partiti nazionali (tra cui il Partito Democratico) che lo compongono. Dall’altro lato, noi italiani non dobbiamo sottovalutare, anzi rilanciare, il ruolo che l’Italia ha sempre giocato in Europa come pilastro portante a fianco di Francia e Germania.
Come ha ricordato il Segretario Provinciale Maurizio Facincani, che ha concluso l’incontro, le elezioni del prossimo 26 maggio saranno una sfida quasi esistenziale al processo di integrazione europea: il Partito Democratico vuole un’Europa più solidale, più verde e più forte anche nei confronti delle altre potenze globali.

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