D’Arienzo – Gli italiani non hanno fiducia nel Governo.

Pubblicato da il 21 febbraio 2019 0 Commenti

Dal bollettino economico di gennaio scorso della Banca d’Italia si rileva che dei 4.287 miliardi di ricchezza finanziaria posseduta dalle famiglie italiane, ben 1.371 miliardi sono soldi detenuti sui conti correnti.

Pur non ricevendo chissà quali interessi, gli italiani non preferiscono spenderli.

Nel 2018, i depositi sono aumentati di 32 miliardi rispetto all’anno prima. Altrettanto, fanno le imprese: a fine 2018, fra titoli immediatamente convertibili e contante, hanno tenuto fermi circa 340 miliardi, raggiungendo così il livello più elevato degli ultimi venti anni.

Emerge anche un dato preoccupante. Chi ha poco risparmia, chi ha molto non investe. Infatti, poiché solo il 78% potrebbe far fronte ad una spesa imprevista di mille euro, sono cresciuti fino ad arrivare al 36% coloro che possono affrontare un’emergenza da 10 mila euro. In sostanza aumenta chi se la cava meglio, mentre chi ha poco ha sempre meno.

Dal bollettino emerge anche che con la frenata del Pil e la recessione tecnica, gli imprenditori che intendono investire quest’anno sono scesi dal 25% all’11%. Le famiglie, invece, propendono più al risparmio che è salita all’8,1% del reddito disponibile.

Dall’indagine emerge che gli italiani sono preoccupati della recessione, della possibile perdita del lavoro e del conseguente aumento delle tasse.

E’ curioso anche il dato dei soldi trasferiti lecitamente all’estero. Nel periodo marzo-settembre 2018, ricordate cosa accadeva, la liquidità degli italiani emigrata è salita a 8,9 miliardi di euro.

Da questi dati freddi emerge la paura degli italiani di spendere. Non hanno la necessaria tranquillità e fiducia per farlo, sballottati come sono da dichiarazioni irresponsabili e azioni del Governo fuori dalla realtà.

Serve un pesante investimento pubblico ed, invece, il Governo blocca 21 miliardi di opere pubbliche. Anziché creare lavoro, crea il reddito di cittadinanza.

Ci hanno portato in recessione e a causa della loro finanziaria cresceremo dello 0,2%. Con quel dato non abbiamo neanche la certezza che saranno garantiti i servizi al livello del nostro benessere.

Prenderanno anche tanti voti, ma i dati li inchiodano alle loro incapacità.

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