Nomine negli enti: riformare regolamenti e prassi in favore di merito e trasparenza

Pubblicato da il 30 agosto 2017 0 Commenti



Anche quest’ultima infornata di nomine negli enti e nelle aziende partecipate del Comune di Verona ha visto il prevalere degli accordi politici pre-elettorali e delle esigenze di ceto politico sui valori di merito e trasparenza tanto professati in campagna elettorale ma poco praticati al momento dei fatti.

Poiché tutti concordiamo sul fatto che queste logiche decisionali, pur legittime, risultano sempre più estranee e incomprensibili alla generalità dei cittadini, crediamo che ora, a bocce ormai ferme, sia possibile cominciare a ragionare su come cambiare i meccanismi delle nomine. Questo secondo noi deve valere anche per i direttori generali delle aziende. Una semplice selezione pubblica, come è stata annunciata dai nuovi presidenti Agsm e Amt, non impedisce il perpetuarsi di situazioni sgradevoli e ingiustificabili di intoccabilità e di inamovibilità come quelle che abbiamo sotto gli occhi in Atv, in cui il direttore generale è stato blindato per accordo politico-aziendale, o in Agsm, dove non è mai stato dato sapere quanto percepisse l’ex direttore generale.

La selezione pubblica risponde ai requisiti minimi previsti dalla legge e se ci siamo arrivati è anche grazie al lavoro dei nostri rappresentanti nei cda, nulla però vieta di integrarla con altre forme di trasparenza che non siano necessariamente il concorso pubblico. Crediamo che una buona base di partenza per una reale riforma degli enti e delle aziende partecipate veronesi, sia costituita dalla proposta del gruppo di professionisti veronesi che si era già appellato al nuovo Sindaco all’inizio del suo mandato e che prevede l’introduzione di requisiti procedurali, come la valutazione dei curriculum e le audizioni pubbliche, tali da considerare anche le competenze.

In questo modo, che porteremo all’attenzione della commissione consiliare competente, possiamo pensare di scardinare la particolare concezione dello spoil system che per gran parte della politica veronese si risolve nella sostituzione di una fedeltà personale o politica ad un’altra, a prescindere da risultati e capacità.

Per il gruppo consiliare comunale Pd
Carla Padovani, capogruppo
Elisa La Paglia, consigliere
Federico Benini, consigliere