Alessia Rotta: dall’inizio del Governo dei mille giorni +854mila occupati. I dati Istat dicono che il Jobs Act funziona

Pubblicato da il 31 maggio 2017 0 Commenti

Quando i numeri contano più delle chiacchiere:
Durante il Governo dei mille giorni e nei primi 4 mesi del Governo Gentiloni +854mila occupati di cui oltre 2/3 a tempo indeterminato. No, non lo ha detto Matteo Renzi ma l’Istat (dati di aprile 2017 rispetto a febbraio 2014).
Gli occupati totali sono aumentati di 854mila unità, passando da 22.144 a 22.998. Il tasso di disoccupazione si è ridotto di 1,8 punti percentuali. Il tasso di disoccupazione giovanile, nella fascia 15-24 anni, è sceso di quasi 10 punti, passando dal 43,3% al 34,0%. E dietro i numeri ci sono le persone: quelle che non avevano un lavoro e uno stipendio e ora ce l’hanno. Quelle che grazie ad un contratto stabile, invece di un Co.Co.Co., sono riuscite ad ottenere un mutuo per comprarsi la casa. I critici delle nostre scelte la chiamano, in senso dispregiativo, la politica dei bonus: gli 80 euro? Una mancia elettorale. La decontribuzione per le assunzioni? Un misura spot che non porta risultati stabili. Il Jobs Act? Una riforma sbagliata. Ecco, oggi la migliore risposta a queste critiche la offre l’Istat: la scelta di applicare lo sconto contributivo a tutti i neoassunti e la combinazione tra riforma del lavoro e decontribuzione funziona e ha permesso a migliaia di lavoratori di avere un lavoro e una prospettiva di vita più stabile. Certo non ci illudiamo di aver fatto abbastanza: abbiamo davanti ancora molta strada e la prima sfida è ottenere una riduzione strutturale del costo del lavoro (intervenendo sull’ormai mitologico cuneo fiscale!) e rendere le politiche attive del lavoro davvero efficaci. Solo così riusciremo a sostenere la ripresa, che c’è e non si può negare, e consolidare la crescita dei posti di lavoro.

Alessia Rotta 

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