Valorizzazione parchi e mura: servono regole e coerenza

Pubblicato da il 27 aprile 2016 2 Commenti

 

 

L’assenza di progettualità sul patrimonio naturalistico e storico architettonico non rappresenta una semplice occasione mancata ma una perdita secca per la città che in questo modo assiste impotente al lento degrado di ciò che l’ha resa famosa e che le ha valso il titolo di patrimonio dell’umanità Unesco.
Non è certo l’interesse dei cittadini a far difetto, come hanno dimostrato le seguitissime iniziative di scoperta o riscoperta di mura e forti promosse a vario titolo dal Partito Democratico o dalle associazioni del territorio. Se ancora ad oggi mancano i piani di gestione del Parco delle mura e dei forti, del Parco dell’Adige e del Parco delle Colline la ragione è da ricercare nella refrattarietà dell’amministrazione comunale alle regole e nella convinzione, sbagliatissima, che il territorio possa essere gestito alla bisogna, anche per far cassa. I 10 chilometri di mura attorno richiedono una decisione del pubblico, in sinergia con il privato, circa il loro utilizzo. Significa stabilire cosa debba essere gestito direttamente dal pubblico e cosa invece gestire in collaborazione con i privati o mettere a disposizione dell’associazionismo. Occorre, in altre parole, un patto con la città. La società civile e una parte della politica non si sono mai tirati indietro. Da parte dell’amministrazione finora abbiamo visto un sostanziale disinteresse.

Consiglieri Comunali Pd
Michele Bertucco ed Elisa La Paglia

Comments (2)

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  1. Giancarlo Crespi ha detto:

    Condivido pienamente, ad altre città basterebbe avere delle mura come le nostre per farne il principale motivo di visita da parte dei turisti, io stesso più volte ho visitato località anche straniere attratto dall’intelligente valorizzazione di mura molto più modeste sia di dimensioni quanto di storia.

  2. Marco Paolo ha detto:

    ho sempre sostenuto con amici e tours operatore l’utilitä per la città delle visite guidate a tutte le mura ed ai forti che compongono la piazzaforte di Verona. Ci sarebbero, oltre ai nostri amici Austriaci e Tedeschi che in queste mura riconoscerebbero l loro opera e parte della loro storia, moltissimi amanti della storia patria e medioevale che verrebbero se le mura fossero agibili e i tours operatore preparati a giri logici e illustrativi. Purtroppo anche il discorso che stiamo commentando manca di un progetto concreto descritto magari in brevi linee. Non serve dire sempre il governo della città non fa, serve dire: io farei così’……..che offerte di pacchetti completi: un giorno l’epopea napoleonica con visite ai campi di battaglia che ci circondano, per finire al forte di S.Giorgio, un giorno la piazzaforte Austriaca, con l’ospedale, il panificio, l’Arsenale (ristrutturato e visitabile anche se in parte utilizzato da privati che hanno concorso alla ristrutturazione), e alla fine i forti in val d’Adige italiani ed austriaci. ecc.ecc. Coraggio la strada é buona ma serve concretezza non solo dinieghi! Marco Paolo

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