Vendita Villa Are: al macero servizi di qualità e progettualità sociali

Pubblicato da il 24 marzo 2016 0 Commenti

Con la volontà di alienare Villa Are l’amministrazione comunale non solo dimostra di non sapere valorizzare i lasciti (il complesso fa parte del lascito Forti) ma dimostra pure un singolare disinteresse nei confronti di servizi e progettualità sociali che hanno dato dimostrazione di poter funzionare e trovare positivo riscontro anche tra la cittadinanza.
Dopo le vicissitudini che hanno interessato la cooperativa sociale, avevamo chiesto di rimettere a bando la gestione della tenuta per trovare un soggetto in grado di rivalorizzare adeguatamente anche la parte dell’attività agricola (come del resto si dovrebbe fare per il Giarol Grande) attraverso cui si cofinanziano le attività didattiche, formative e di recupero e reinserimento sociale. L’amministrazione ha preferito ignorare tali richieste lasciando degradare le progettualità senza pensare che il disagio sociale che qui avrebbe potuto continuare a trovare uno sbocco si riverserà completamente sui servizi sociali e sanitari del territorio.
Miope la visione dell’amministrazione anche sulla scuola d’infanzia che con la fattoria didattica e il giardino di erbe medicinali voluto da Forti avrebbe le potenzialità di rispondere ai migliori parametri della didattica moderna al piccolo prezzo di mandare i bambini con il pulmino. Già da tempo l’amministrazione contribuisce a disincentivare le iscrizioni dicendo ai genitori (ma senza coinvolgere le maestre) che la continuità didattica potrebbe non essere assicurata da un anno all’altro. In altre latitudini si farebbe l’esatto contrario: si chiuderebbe qualche scuola in città senza giardino e senza laboratori all’aria aperta, per mandare qui i bambini con un servizio di trasporto pagato dal Comune.
C’è insomma un disegno irresponsabile dietro a questa alienazione che impoverisce la città a solo scopo di far cassa in favore del Comune.

 

Elisa La Paglia e Luigi Ugoli
consiglieri comunali PD

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