Fondazione Arena: Sindaco sull’orlo di una crisi di nervi

Pubblicato da il 23 febbraio 2016 0 Commenti

Alle mattane di questo Sindaco siamo abituati, ma quella di minacciare di lasciare fallire la Fondazione Arena mandando a monte un festival centenario che rappresenta un pezzo di storia della città, Tosi poteva davvero risparmiarsela. Se realmente il Sindaco ha a cuore l’indotto economico del festival, dovrebbe cercare di non perdere la testa ogni due minuti ma condurre con maggiore accortezza ed onestà intellettuale la trattativa in corso con i lavoratori, il cui successo, lo ricordiamo, è requisito per accedere ai benefici previsti dalla Legge Bray a cui il Consiglio di Indirizzo ha deciso di aderire.
Intanto Tosi ha omesso di dire che la presunta condivisione del Consiglio di indirizzo rispetto a questa sua posizione estrema si è manifestata all’unanimità dei presenti, ma mancava il rappresentante del Ministero. In secondo luogo il Sindaco ha taciuto anche il fatto che il Consiglio di Indirizzo di ieri ha rimandato l’approvazione del bilancio di previsione da cui, come è noto, dipende l’erogazione dei finanziamenti statali previsti dal Fus.
In terzo luogo è innegabile che il Piano Tartarotti affronti la crisi unicamente dal punto di vista della riduzione del costo del lavoro senza nemmeno sfiorare il tema del rilancio artistico e culturale e senza mai mettere in discussione gli errori del passato. Come abbiamo già avuto modo di dire, non esiste al mondo trattativa possibile se ciascuna delle controparti non è disponibile a mollare su qualcosa. Mentre invitiamo Tosi a riflettere sul fatto che nessun ente locale gestisce in modo diretto gli spettacoli lirici, gli chiediamo se la difesa ad oltranza di Girondini e dell’attuale dirigenza vale davvero i 500 milioni di indotto che ci sono sul piatto.

 

Per il gruppo consiliare comunale PD Verona
Michele Bertucco ed Eugenio Bertolotti

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