Copertura dell’anfiteatro: interrogazione al Ministro Franceschini

Pubblicato da il 17 febbraio 2016 0 Commenti

La copertura dell’anfiteatro Arena è l’anticultura che avanza.

Agli studiosi della storia romana non risulta che venissero coperti i loro teatri. Solo una parte delle gradinate del Colosseo era stata coperta con teli per riparare dal sole, mai l’Arena. Quindi, un eventuale cappello sarebbe una distorsione storica e non una riproposizione dell’antico.

Peraltro, non c’è proporzione tra il valore del museo e la motivazione addotta, quella di difendere le serate liriche dalla pioggia. Il calo degli spettatori è a causa della scarsa qualità delle opere per responsabilità della Fondazione Arena, non di Giove pluvio!

Tosi persevera nell’errore. La proposta è già stata bocciata più volte dalla Sovrintendenza ai Beni Archeologici di Verona e a nulla può valere la sua minaccia contro i Sovrintendenti di aver già parlato con il Ministro Franceschini.

Il concorso di idee è, nei fatti, un bell’esercizio creativo, ma non potrà avere nessun effetto.

In ogni caso, vista la perseveranza, ho chiesto al Consiglio Superiore del Ministero dei Beni Culturali, organismo consultivo del Ministro, di esprimersi autorevolmente perché quello è il livello di tutela del monumento. Lasciarlo nelle mani di Tosi non è più possibile.

Ho anche chiesto al Consiglio Superiore di esprimersi in merito ai protocolli inerenti la gestione dell’anfiteatro, sempre più asserviti alle esigenze di lucro e poco alla valorizzazione e protezione del monumento.

Auspico che la società civile, impregnata di persone con un’elevata sensibilità culturale, intervenga per dire la propria. Non aspettiamo che la cosa fallisca, sarebbe comunque bene intervenire prima.

Non essendoci nella copertura nessuna motivazione archeologica, non ho dubbi che potremmo mettere la parola fine a questa boutade.

Vincenzo D’Arienzo
deputato PD

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