Doppia preferenza di genere: grazie al Governo Renzi il Veneto è tenuto ad adeguarsi

Pubblicato da il 3 febbraio 2016 0 Commenti

Con le modifiche approvate questa mattina dal Parlamento su proposta del Governo alla legge 165/2004 che detta i principi ai quali debbono ispirarsi i sistemi elettorali regionali, la questione della doppia preferenza di genere, che una parte della politica regionale veneta aveva tentato di insabbiare alla fine della scorsa legislatura, torna prepotentemente alla ribalta. Grazie al Governo Renzi ora il tema della parità di genere diventa ineludibile.

Secondo le nuove disposizioni le Regioni sono infatti tenute ad adottare misure volte ad incentivare l’accesso del genere sottorappresentato alle cariche elettive e la doppia preferenza è una di quelle espressamente previste.
Ancora una volta una parte della politica veneta ha perso l’occasione per darsi autonomamente un sistema di governo avanzato e paritario, a dispetto di tutti i proclami di efficienza e di efficacia che ogni giorno sentiamo proferire.

L’azione del Governo ha dato una spinta decisiva alla questione, ora come Donne Democratiche facciamo appello per una immediata assunzione di responsabilità da parte del Consiglio Regionale, così da riaprire la discussione su questo tema, perché non si tratta di quote rosa, o di una riserva di panda da proteggere, ma di aprire le nostre istituzioni e rappresentare punti di vista diversi, di donne e di uomini, per governare una società complessa e plurale. Un Paese più moderno e civile si caratterizza dal raggiungimento di questi obiettivi.

Valeria Pernice
portavoce Donne Democratiche Verona

Alessia Rotta
deputata PD

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