Un’area archeologico/turistica da riqualificare

Pubblicato da il 2 novembre 2015 0 Commenti

La prossima attivazione della funicolare a cremagliera darà certamente ulteriore spazio all’utilizzo turistico del parco di Sottocastello e del belvedere di  Castel San Pietro,  quindi a tutta l’area archeologico/turistica che gravita attorno al Teatro Romano. E’ una parte della città di grande impatto estetico, a forte richiamo turistico, ma anche molto amata dagli stessi cittadini veronesi. Comprende anche la chiesa di S.Giorgio, l’omonimo lungadige, la via S. Alessio, la chiesa di S. Stefano, la chiesa Madonna del Terraglio, il Ponte Pietra.

Castel San Pietro, con la sua architettura di stile asburgico e l’attuale restauro conservativo, rappresenta un valore aggiunto a livello turistico/culturale, ma l’utilizzazione del suo spazio interno è ancora incerta. Soprattutto non appare ancora vagliata a fondo dall’amministrazione comunale. Appare chiaro che fra otto o nove mesi, quando sarà inaugurata la funicolare a cremagliera o quanto meno al completamento dei lavori per la sua messa in funzione, potranno sicuramente aumentare le presenze turistiche, ma anche la fruizione da parte dei nostri concittadini di tutta l’area sopra richiamata.

Ma per questa stessa area non esiste ancora un progetto organico per intervenire e risolvere alcune criticità, che sono:

–  il  lungadige di S. Giorgio versa in condizioni di degrado da anni (buche, radici di alberi che deformano i marciapiedi o i camminamenti, veicoli parcheggiati sugli stessi marciapiedi di fronte alle scuole Catullo, abuso di parcheggi sul sagrato della chiesa di S. Giorgio); il percorso sul lungadige tra Ponte Garibaldi e Ponte Pietra è simile a un percorso ad ostacoli; la torretta austriaca sul fiume è diventata una discarica, per non parlare poi della passeggiata a livello del fiume: sterraglie, sabbia, topi, qualche scarico abusivo; la scarpata di pietra costruita nell’ultimo anteguerra è quasi invisibile;

la chiesa  di S. Stefano, prima cattedrale di Verona, è scarsamente frequentata nonostante il magnifico interno e le opere d’arte custodite; tutto lo stesso quartiere, ricco di testimonianze architettoniche che ricordano le attività economiche legate all’economia fluviale, è turisticamente non valorizzato, invaso da auto in parcheggio, scarsità di attraversamenti pedonali e loro pericolosità, ecc.

– il Ponte Pietra, nel lato del Teatro Romano, è ridotto spesso a parcheggio abusivo nonostante le fioriere; la strozzatura della strada alla sua altezza rappresenta ormai un problema enorme da molti anni, considerata l’alta densità di traffico nei due sensi (compresi gli autobus), che, con i marciapiedi non più larghi di 70 cm, mette a rischio passeggini, carrozzine di portatori di handicap, anziani ecc., anche a causa del semaforo collocato nel punto più stretto;

– via Madonna del Terraglio: ci si imbatte subito nella piazzetta denominata del Teatro Laboratorio, che sarà lo spazio antistante la stazione di partenza della funicolare. Servirà riqualificarla e adattarla alla nuova funzione eliminando gli stalli dei parcheggi, dotandola di verde e altro… esiste un progetto in tal senso?

– la funicolare avrà una fermata intermedia in corrispondenza del parco di Sottocastello, quindi aumenterà sicuramente la fruizione di tale spazio che è già un primo belvedere sulla città nel lato ovest; già ora appare poco curato e privo di tabelle informative, indicazioni di specie botaniche ecc… si vuol fare qualcosa?

il parcheggio dopo la chiesa della Madonna del Terraglio è, da molto tempo, terra di nessuno: abusivo, senza controlli, pieno di erbacce, profonde buche che formano enormi pozzanghere in caso di pioggia; pericoloso di notte e senza adeguata illuminazione; il Comune da molti anni è a conoscenza di questa situazione di degrado. Si barcamena affermando che è proprietà del Demanio. In precedenza era concesso in affitto all’Istituto Don Mazza, che l’ha abbandonato una decina d’anni fa. Da parte della direzione tecnica del Comune si afferma che per questo terreno c’era un progetto di massima presentato da una società privata per la riqualificazione dell’area, ad uso parcheggio, ma che questa si sia poi ritirata, pare perché non ci fosse compartecipazione, da parte dell’Amministrazione civica, a livello economico.

belvedere di Castel San Pietro: finora nessun progetto di riqualificazione in rapporto ai tempi dell’attivazione della funicolare; sarebbe sperabile fossero pensati dei servizi igienici, un posto di ristoro, la regolamentazione dell’accesso dei mezzi privati, gli accessi al parco visconteo e il collegamento con la stessa funicolare;

Castel San Pietro, ora in ristrutturazione: pare che la destinazione al suo interno del Museo di Scienze Naturali presenti diverse problematiche specialmente a causa degli spazi limitati,  insufficienti ad accogliere le collezioni contenute nell’attuale sede di Palazzo Pompei ed altre collocate provvisoriamente in altri spazi, non ultimo l’Arsenale Austriaco di cui conosciamo lo stato di avanzato degrado; non sarebbe più attrattivo a livello turistico riconsiderare la sua fruizione come museo della città?

Da questa analisi si ricava che tutte queste situazioni critiche elencate dovrebbero essere considerate all’interno di un progetto generale di rivalutazione della zona, che al momento non pare destare l’interesse dell’Amministrazione.

 

Franco Dusi
consigliere IRVV, membro Primo Circolo PD Verona

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