Piano di gestione delle mura e dei forti: una sfida per il futuro della città

Pubblicato da il 29 settembre 2015 0 Commenti

La richiesta che il Comune si doti di un piano per la gestione delle mura e dei forti non è un capriccio dell’opposizione, ma un passaggio cruciale per il futuro della città che da qui a poco tempo si troverà a gestire una rilevante quantità di aree de-demanializzate a cui dovrà assicurare, possibilmente in partnership con associazioni e privati, tutta la manutenzione ordinaria e straordinaria con inevitabili riflessi sul bilancio comunale.

A titolo esemplificativo si riporta una recente richiesta (giugno 2015) proveniente dalla società di calcio Helles Verona, che aveva chiesto di ottenere in concessione permanente la grande area di pertinenza attorno a forte Lugagnano (250 mila metri quadri) in corso di acquisizione da parte del Comune di Verona dal Demanio. Il progetto, almeno per il momento respinto per criticità sotto il profilo urbanistico, prevedeva la realizzazione di due centri sportivi, uno dedicato alle squadre professionistiche (prima squadra e giovanili) composto da 8 campi da calcio e da una palazzina per spogliatoi, uffici e magazzini. Un altro aperto al pubblico composto da 12 tra campi da calcetto, tennis e basket più 2 piscine e una palazzina per gli spogliatoi, la ristorazione e l’accoglienza.

Appetibile sotto il profilo economico, la proposta è stata respinta sotto quello urbanistico (relazione del luglio 2015), dal momento che l’intera area del forte è vincolata come bene culturale e che nella proposta mancavano riferimenti alla sostenibilità viabilistica; inoltre per questi beni non è possibile stipulare convenzioni permanenti.

Tutto risolto? No, perché il problema della gestione di queste aree, in aggiunta a quelle di cui il Comune si occupa già, resta. Senza un piano che renda noti i criteri attraverso cui vanno gestite (tempistiche, requisiti, attività compatibili), associazioni e privati che desiderino partecipare alla loro conservazione con attività compatibili non potranno farlo, oppure, come in questo caso, si vedranno bocciare le proposte con relativa perdita di tempo e di denaro. In assenza di contribuzione di terzi, lo ribadiamo, tutta le incombenze legate alla pulizia, al presidio, all’apertura e chiusura, allo sfalcio dell’erba, alla manutenzione ordinaria e straordinaria di tali compendi che molto spesso, come nel caso di forte Lugagnano, ereditiamo in condizioni molto buone dell’esercito, sono da contratto in capo al Comune. Perché questi beni non vengano percepiti come un peso ma come una proposta di riqualificazione dello spazio urbano e di benessere per la popolazione, occorre decidere oggi come dovranno essere gestiti nel futuro.

Michele Bertucco
capogruppo PD in Consiglio Comunale di Verona

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