Un chiarimento sulla vicenda Ca’ del Bue

Pubblicato da il 20 agosto 2015 1 Comment

In questi giorni è montata sulla stampa una questione i cui contorni vanno precisati e che deve essere chiarita in ogni suo dettaglio per evitare malintesi o falsità: quella relativa allla presunta “riesumazione” di Cà del Bue ad opera del Governo.

Così non è, per i motivi che spiego.

Opportuna una premessa: nella diversità di situazioni, alcune anche drammatiche, che il Paese presenta dal punto di vista dello smaltimento dei rifiuti, il Governo ritiene che sia necessario prevedere, oltre ad una forte azione a favore della raccolta differenziata, l’attivazione di impianti di termovalorizzazione laddove non sia possibile smaltire altrimenti la quantità di rifiuto non riciclabile. Lo stesso Ministro dell’Ambiente, autore della rivoluzionaria e modernissima legge sugli eco-reati, ha ribadito l’assoluta urgenza che l’art. 35 dello Sblocca-Italia venga licenziato dalla Conferenza Stato-Regioni quanto prima possibile, proprio alla luce della situazione drammatica che esiste in alcune aree del Paese.

Con questo intento, il Governo ha chiesto alle Regioni italiane di “fotografare” la propria situazione, indicando quale sia il rapporto tra fabbisogno e offerta di incenerimento.

La Regione Veneto, con il piano regionale dei rifiuti approvato durante l’ultima seduta del Consiglio prima delle elezioni, anche con il voto del Partito Democratico, ha stabilito che il Veneto ha necessità di incenerire 150.000 tonnellate/anno di rifiuto non riciclabile. Il piano contiene alcune decisioni molto positive, quali ad esempio la cancellazione della centrale a pollina di Castagnaro e la previsione dell’obbligo di raggiungere la quota del 76% di raccolta differenziata entro il 2020 (senza però prevedere sanzioni per il mancato rispetto), e la sua approvazione ha evitato alla Regione Veneto di subire pesanti sanzioni dall’Unione Europea. Tuttavia il piano della Regione è completamente sballato nella previsione di fabbisogno di rifiuti da incenerire in Veneto. Infatti i due inceneritori esistenti in Veneto (quello di Padova e quello di Schio) sono ampiamente in grado di sopperire alle attuali esigenze della regione.

Sulla base della “fotografia” ricevuta dalle Regioni, il Governo ha inviato loro il 29 luglio una bozza di Decreto Legislativo, che verrà discussa dalla Conferenza Stato-Regioni il prossimo 9 settembre e che prevede l’attivazione di un ulteriore inceneritore in Veneto.
Quali conclusioni si possono trarre?
– Ad oggi si deve escludere che Cà del Bue venga riattivato, semplicemente perchè in Veneto non esiste (fortunatamente) una quantità sufficiente di rifiuto indifferenziato da bruciare. Ciò a meno di ritenere che il Presidente Zaia, contrariamente a quanto ha sempre affermato, voglia portare negli inceneritori veneti rifiuti di altre regioni, oppure che AGSM decida di conferirvi rifiuti industriali. Sarebbero entrambe scelte scellerate del tutto indipendenti dal Govero e rispetto alle quali il PD veronese si è sempre opposto e sempre si opporrà! Mi rendo conto che il voto favorevole del PD in Regione può forse indebolire la nostra posizione, tuttavia confido che i consiglieri regionali uscenti abbiano saputo valutare con attenzione tutte le conseguenze, negative e positive, del loro voto, consapevoli che la posizione del PD veronese è nettamente contraria alla riapertura di Cà del Bue.

– I dati forniti dalla Regione Veneto sono sbagliati. Sarà il mercato a sancire che le quantità di rifiuti eccedenti previsti dalla Regione sono assolutamente inesistenti, così come gli investitori, guardando ai dati reali, capiranno ben presto che l’inceneritore di Ca’ del Bue è un’opera superflua. In ogni caso alla Conferenza Stato Regioni del 9 settembre perverrà una nota tecnica del PD veronese che contesterà i dati della Regione Veneto perché falsi.

– E’ strumentale attaccare il Governo su questa vicenda. Il Governo ha semplicemente preso atto delle indicazioni della Regione, senza che siano intervenuti fantomatici, quanto irrilevanti, accordi con il Comune di Verona, come è stato scritto in questi giorni.
Rimango comunque a disposizione con i parlamentari e la consigliera regionale veronese per fornire a chi fosse interessato ogni ulteriore informazione.

 
Alessio Albertini
segretario provinciale

Comments (1)

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  1. Paolo Ricci ha detto:

    Credo che il decreto cosiddetto sblocca Italia non solo ignori le esigenze ambientali, ma che le abbia dichiaratamente rese subalterne a tutto ciò che in qualche modo possa incrementare il PIL, nell’immediato s’intende, secondo la tipica logica aziendalistica. Sono politiche che già conosciamo…… Ciò premesso, giudico gravissimo il voto favorevole del PD al piano regionale rifiuti con quella attribuzione di fabbisogno! Faccio quasi fatica a crederci: negligenza, imperizia o che altro? Il minimo che si possa fare è che i consiglieri uscenti ne rendano pubblica ragione ai cittadini quanto prima.
    Paolo Ricci

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