Caserme per i profughi: gli Interni e la Difesa si confrontino con il territorio

Pubblicato da il 29 luglio 2015 1 Comment

Le scelte delle caserme per ospitare temporaneamente i profughi, oltre ad una oggettiva valutazione tecnica, necessitano anche di una valutazione politica, che deve vedere coinvolti prima di tutto i sindaci, i rappresentanti istituzionali del territorio e le associazioni locali dell’accoglienza.

Per ovvie ragioni è evidente che quelle decisioni incideranno sul clima del territorio e avranno inequivocabilmente un valore politico e sociale.

Da qui la necessità, pur comprendendo l’emergenza e la tempestività, di un confronto con i rappresentanti dei cittadini, con gli operatori del settore, in modo che l’eventuale decisione possa preventivamente valutare, oltre agli aspetti tecnici, anche eventuali problematicità di interesse sociale che possono impattare sulla comunità locale.

Occorre una risposta seria e approfondita e non demagogica ad un’emergenza umana che possa garantire accoglienza per chi ne ha diritto, ma nel contempo sicurezza per tutti i cittadini veronesi e per quanti operano in questo delicato settore, compresi i rappresentanti della sicurezza.

Un lavoro condiviso che sappia superare le rispettive divisioni politiche nell’interesse della comunità veronese, senza rinunciare a rispondere a questa emergenza umanitaria che per essere accolta necessita in parallelo di condizioni di sicurezza sociale e ambientali a tutela di tutti.

Il nostro è invito affinché i Ministeri competenti, tramite propri tecnici e non solo, aprano da subito un confronto virtuoso con le comunità interessate, al fine di comprendere e risolvere tutte le valutazioni e le perplessità che possono emergere.

La politica svolga il suo ruolo affinché le decisioni non appaiano di carattere meramente tecnico, consapevole che le Istituzioni nel loro complesso saranno valutate non solo per le decisioni assunte, ma anche sulla capacità di coinvolgere la comunità locale al fine di non farle passare come asettiche soluzioni tecniche. Su questo, noi siamo a disposizione.

I parlamentari PD
G. Dal Moro, V. D’Arienzo, A. Rotta, D. Zardini

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Comments (1)

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  1. Pier Giorgio Confente ha detto:

    Ieri la stampa dava notizie degli assalti al tunnel sotto la manica da parte di africani che cercano di raggiungere clandestinamente l’Inghilterra.
    Questo è uno dei risultati della politica che da anni stiamo seguendo, di mancato controllo delle nostre frontiere, di mancato riconoscimento di che arriva nel nostro paese via mare e di accoglienza indiscriminata.
    E’ una vergogna, dobbiamo chiedere scusa all’Europa e cambiare politica.
    Dobbiamo anche pensare agli effetti sui paesi di partenza dei clandestini, stiamo impoverendo questi paesi dei giovani più acculturati e di famiglie benestanti!
    Questo ha come conseguenza di impedire lo sviluppo di quei paesi. Vi sono medici, ingegneri, ecc. di quei paesi che vengono clandestini e che se va loro bene faranno in futuro in Europa lavori di facchinaggio o anche più dequalificati mentre i loro paesi di origine hanno bisogno estremo del loro contributo!
    Dobbiamo quindi per primi noi cambiare mentalità, accogliere solo chi ne ha stretta necessità per motivi politici e rimandare gli altri nei loro paesi ed effettuare, verso quei paesi, una politica di aiuto allo sviluppo.

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