Allarme Catullo: continua l’emorragia di passeggeri e di posti di lavoro

Pubblicato da il 29 luglio 2015 1 Comment

Sulla continua emorragia di passeggeri (e di lavoratori) al Catullo intervengono il deputato PD Vincenzo D’Arienzo e il capogruppo in Comune Michele Bertucco, puntando il dito contro le aspettative tradite del nuovo assetto societario.
“La situazione difficile in cui versa l’aeroporto Catullo ormai da anni rischia di inficiare lo sviluppo di Verona” afferma Vincenzo D’Arienzo. “Ciò che risulta strano è che nonostante i cambi societari, presentati come la manna risolutiva, le condizioni finanziarie peggiorano e non si capisce la strategia di rilancio. D’altronde non sono certo le alchimie societarie che invertono la tendenza, bensì accordi e soluzioni dei soliti nodi. A peggiorare il quadro c’è il licenziamento dei lavoratori, classica cartina di tornasole delle difficoltà. Prima i 74 dipendenti della Avio Handling e adesso i 49 lavoratori in cassa integrazione della Holding Catullo Spa. In entrambi i casi si è sostenuto che occorreva diminuire i costi per favorire il rilancio. La prova, invece, dell’inutile accanimento contro i lavoratori è che il rilancio non c’è stato e i lavoratori pagano le scelte sbagliate di altri.
Ricordo gli impegni assunti dalla società di gestione in fase di rinnovo per un altro anno della cassa integrazione: neanche uno è stato mantenuto e questo non depone a favore.
Serve un’operazione verità: il rilancio dello scalo ha bisogno di supporti professionalmente capaci. E chi meglio di coloro che hanno contribuito a far crescere l’aeroporto servirà per il futuro?”

Intanto il capogruppo comunale PD Michele Bertucco annuncia la presentazione di una domanda di attualità per il Consiglio comunale di domani e la convocazione di una commissione consiliare in cui discutere delle prospettive future: “Dopo tutti gli impegni solenni presi, l’amministrazione comunale non ha posto in essere nessuna azione a tutela dei lavoratori ex Avio Handling. La mancanza di una piano industriale e di qualsivoglia prospettiva di sviluppo ora mette a rischio pure i 49 lavoratori della Catullo. Lo scalo intanto continua a perdere passeggeri. Che cosa deve accadere di nuovo e di peggio perché la politica si svegli e riconosca e metta rimedio ai propri errori?” si chiede Bertucco.

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Comments (1)

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  1. aldo ha detto:

    E’ ora che Verona esca dal torpore colpevole di questi ultimi anni. Il Catullo è l’esempio più lampante di questo “degrado” economico in cui la città sta precipitando a rotta di collo. Leggo oggi sulla stampa che il governo per bocca del ministro Delrio, stanzia 15 miliardi in grandi opere e che ce ne vorranno 80 per gli aeroporti ed infrastrutture collegate: bene, il Catullo non potrà usufruirne se non marginalmente perché NON E’ CLASSIFICATO STRATEGICO. Questo è un errore ed una svista clamorosa per la politica veronese. Non si pensi ad un vero rilancio se prima non si provvede a far si che esso venga RICLASSIFICATO, almeno in quanto SISTEMA con Montichiari e Venezia, alla stregua di PISA-FIRENZE. Non potrà beneficiare di nulla per il collegamento ferroviario, né tantomeno per una vistosa e radicale riqualificazione di piste e aerostazione. Stoicamente invece si è battuto il tasto di NON allungare la pista senza pensare che una pista più lunga avrebbe significato meno rumore e decolli lontano dall’abitato di Caselle. Nemmeno si fa cenno alla possibilità di una seconda pista(lo spazio c’è !!!) che avrebbe il merito di togliere del tutto o in gran parte il caos, sempre a Caselle. Di tutto questo e di altro bisogna prima parlarne con chi di aeronautica mastica, non in modo estemporaneo e grottesco, da principianti. Speriamo in bene e che la POLITICA nostrana si dia una mossa di modernizzazione ed anche, mi si consenta, di furbizia. Cordialità. A. Vantini

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