Arena, una responsabile riconferma nell’emergenza

Pubblicato da il 30 marzo 2015 0 Commenti

Dal Corriere di Verona del 29/03/15

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Arena, una responsabile riconferma nell’emergenza
di Giorgio Benati

Riconferma non nella continuità ma nell’emergenza. Così si potrebbe riassumere sia la decisione presa dal Consiglio di Indirizzo (Cdi) della Fondazione Arena nella sua prima seduta sia la conferma da parte del ministro Franceschini alla nomina di Francesco Girondini quale nuovo sovrintendente. Non dimentichiamo che è sì il Cdi a scegliere e decidere sul nome ma è poi il ministro a confermare. Su queste pagine l’attuale presidente della Camera di Commercio aveva affermato che più degli uomini sono importanti i programmi, invitando a pensare all’approssimarsi sia dell’Expo sia dell’avvio della stagione areniana. Credo sia stata una considerazione intelligente a cui è seguita una responsabile conferma. Anche nel nostro precedente intervento avevamo ribadito la medesima priorità. Alle forze economiche e politiche cittadine (il Pd in primis), inoltre, il merito di aver lavorato per risolvere positivamente «une mauvaise passe» che si era frapposto nel percorso della nomina. Il consigliere Alberto Mion, unico a farlo, ha confermato ai media in alcune interviste l’accordo che ha portato alla riconferma unanime di Girondini «fra qualche mese, al termine della prossima stagione lirica, si farà un primo bilancio del nuovo corso» e ancora «una valutazione più serena si potrà fare a fronte di un’analisi dei risultati e con maggiori elementi di giudizio si potrà poi scegliere per la continuità o per un cambiamento, approccio su cui si è detto d’accordo lo stesso Girondini. Se le criticità dovessero aggravarsi non si può escludere l’eventualità del commissariamento». È la conferma di quel «gentlemen agreement» che si auspicava. È un punto d’incontro costruttivo per permettere al nuovo Cdi di insediarsi (e capire) e alla Fondazione Arena di operare nella prossimità delle scadenze in calendario. Il nuovo Cdi si è ora insediato ed è adeguato e competente per supportare l’attività della Fondazione Arena e intervenire qualora le necessità lo richiedessero. Sulle loro spalle non solo la responsabilità di un patrimonio di storia e cultura musicale ineguagliabili da valorizzare ma anche la conservazione del posto di lavoro di oltre trecento dipendenti e delle loro famiglie. Certo, la situazione che hanno ereditato è preoccupante nei suoi contorni sia economici sia artistici. Serve liquidità, molta e immediata ma anche competenza artistica e conoscenza del mondo musicale. Servirà investire in marketing e comunicazione, settori vitali per ogni azienda soprattutto quando è in crisi. Non è ora il momento delle polemiche ma la questione della cattiva gestione andava posta qualche anno fa (ben prima dell’arrivo della pioggia del 2014) e su queste pagine non sono mancati i rilievi che non concordavano con l’immagine che si voleva dare di «numeri da Tripla A». Anche il ministro Franceschini, all’incontro a cui abbiamo partecipato, si è detto meravigliato perché, stante la grave situazione economica, a tempo debito non si è proceduto con l’accedere alla Legge Bray che aveva messo a disposizione 125 milioni di euro per le Fondazioni in crisi a cui poi hanno aderito ben otto Fondazioni italiane. Grave omissione.