#labuonascuola, avanti tutta!

Pubblicato da il 16 marzo 2015 0 Commenti

La volontà del premier Matteo Renzi di affidare a un ddl il progetto di riforma della scuola merita grande rispetto, perché la riforma della scuola non si può ridurre soltanto a un intervento per la normalizzazione del personale precario. Certo è uno dei punti cardine, ma la riforma deve essere un disegno su largo raggio che tiene conto delle sollecitazioni arrivate da tutta Italia, da addetti ai lavori e da chi fruisce del servizio: ecco perché il coinvolgimento del Parlamento è segno di grande responsabilità e di rispetto del ruolo delle Camere.

Ora spetta al Parlamento dare corso rapido – come il governo auspica- a questa che è la madre di tutte le riforme. A chi, nelle forme legittime della protesta e nelle modalità imbarazzanti dello scontro di piazza, polemizza e non accoglie lo sforzo del governo dopo anni di paralisi sulla scuola, mi sento di dire, col ministro Berlinguer, profeta inascoltato del rinnovamento nel ‘90, che questa riforma vuole finalmente cambiare la scuola e rispondere a una rivoluzione culturale a cui tutta Europa ha già risposto da tempo e che vede l’Italia scontare un ritardo di oltre vent’anni.

Si deve superare anche l’annoso tema del conflitto tra scuole pubbliche e scuole private. Si tratta di un retaggio dell’ormai lontano Novecento che, come appunto sostiene Berlinguer, “ha fatto perdere tempo e risorse preziose … l’insegnamento è pubblico, fortemente pubblico, ma può essere somministrato da scuole pubbliche, private, religiose, aconfessionali in una sana gara a chi insegna meglio”.

Agevolare chi investe nell’educazione (si veda lo school bonus) è segno del  riconoscimento del ruolo che la scuola, istituzione educativa per eccellenza, ha nella crescita civile di un Paese. Non si possono più accettare situazioni come quelle di qualche giorno fa in piazza a Milano: si migliora la scuola col confronto, non con lo scontro violento, non con il lancio di uova pietre vernice contro forze dell’ordine. Se ciò avviene forse è perché anche la scuola in questi anni ha fallito, ha mancato in qualcosa.

Parola di chi nella scuola ci vive e si assume la responsabilità di capire e tentare, insieme a tanti che nella scuola lavorano con dedizione e convinzione, anche strade nuove e diverse.

Orietta Salemi
consigliere comunale e segretaria cittadina PD Verona, insegnante

 

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