Bocciatura in Consiglio Regionale della doppia preferenza di genere

Pubblicato da il 27 gennaio 2015

Chiamata a fare una scelta di civiltà e democrazia, buona parte della maggioranza di centrodestra in Consiglio regionale ha guardato a tutt’altra cosa: la propria poltrona.

Il Partito Democratico e la Conferenza Provinciale delle Donne di Verona, insieme a tutte le altre Conferenze delle Donne del territorio regionale, si uniscono al coro di disappunto contro la Lega e il centrodestra per la bocciatura della proposta di inserire la doppia preferenza di genere nella nuova legge elettorale della Regione Veneto. Un risultato che ribalta clamorosamente e vergognosamente il voto favorevole che quelle stesse forze avevano espresso appena pochi giorni prima in commissione consiliare.

Ci speravamo, contavamo che finalmente fossero maturi i tempi per imprimere un cambio di rotta alla politica regionale. La maggioranza di centrodestra sembrava essere  pronta  a fare una scelta di civiltà e democrazia, ma è stata solo un’illusione. I consiglieri della Lega e molti del centrodestra si sono dimostrati dei fondamentalisti della poltrona ed ancora una volta hanno negato alle donne le pari opportunità.

Le conseguenze di guardare soltanto agli interessi personali e di bottega sono già sotto ai nostri occhi: significa perpetuare l’attuale composizione del Consiglio regionale, che su 60 consiglieri conta soltanto 2 donne, e perpetuare l’incapacità di definire politiche di genere efficaci su temi sensibili.

A dimostrazione di come questa decisione derivi da una precisa scelta politica di Lega e centrodestra sta il fatto che le uniche due consigliere donne (Donazzan e Lazzarini) non hanno volutamente partecipato alla votazione, tentando, inutilmente, di nascondere la testa sotto la sabbia.

Riportare le donne al centro della politica è oggi indispensabile. La candidatura di Alessandra Moretti dimostra che dalle donne può partire l’alternativa vera e concreta a Zaia e al sistema di potere, tutto maschile, che governa da 20 anni il Veneto. È il momento di cambiare.

 

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