Dirigenti, non caporali

Pubblicato da il 9 luglio 2014 0 Commenti

Da tempo il Partito Democratico chiede di razionalizzare l’esorbitante apparato di dirigenti in carica nel Comune di Verona e di introdurre un sistema di valutazione e premialità basato sulla misurazione delle prestazioni professionali anziché sulla cieca obbedienza al politico di turno. Le indagini giudiziarie a carico di esponenti di spicco della struttura comunale confermano l’urgenza di mettere mano a un sistema che rivela ogni giorno di più delle falle e che pertanto è malato. 

Le mancate riforme degli ultimi anni hanno prodotto una dirigenza sostanzialmente subalterna al potere politico, con tecnici in molti casi validissimi, ma privi della forza o della possibilità di dire anche dei no all’assessore di turno. Vista la situazione, interrogativi si aprono sulla gestione delle grandi questioni della città, in particolare su quanto accaduto negli uffici dell’Urbanistica in merito al Piano degli Interventi e alle aree Peep. 

Le mancate riforme pesano direttamente sulle tasche dei cittadini, perché, se il Comune ha aumentato le tasse, è anche perché l’amministrazione non si è assunta la responsabilità di razionalizzare ruoli e settori in un’ottica di coraggiosa controtendenza rispetto al vetero sistema di gestione della cosa pubblica. 

Gli unici passi in avanti in questo campo sono stati fatti solo grazie al nuovo governo Renzi, che ha abolito la percentuale del 2% che la Legge Merloni riconosceva ai dirigenti sulle opere progettate internamente all’amministrazione. Nulla è stato fatto da parte dell’amministrazione e del Sindaco in carica, che nei fatti si confermano ancorati ad una conservazione che sa di prima Repubblica. Il nuovo corso della politica richiede un’inversione di tendenza, noi vorremmo una classe politica che governa senza ingerenze, rispettando l’autonomia professionale e valorizzando le competenze.


La segretaria cittadina PD
Orietta Salemi

I consiglieri comunali PD
Michele Bertucco, Fabio Segattini