Galeotto fu quel bando

Pubblicato da il 17 aprile 2014 0 Commenti

L’anomalia dell’avviso di selezione di personale per cui oggi Zaninelli viene rinviato a processo era stata denunciata da noi e dall’ex assessore Carlo Pozzerle fin dalla campagna elettorale 2012. Da allora né Atv né i soci pubblici Comune e Provincia, comproprietari dell’azienda, hanno mosso un dito per rendere più trasparente il proprio operato. Anzi, attraverso il direttore generale Stefano Zaninelli, hanno continuato ad accumulare indagini su indagini da parte della magistratura. Lo stesso bando con cui Zaninelli di recente è stato riconfermato alla guida dell’azienda presenta evidenti forzature, a partire dalla soppressione della laurea magistrale tra i requisiti di gara, il cui significato politico è chiaro a chiunque non voglia nascondere la testa sotto la sabbia. Invitiamo l’amministrazione a riflettere sull’opportunità di continuare il rapporto con un dirigente che, giocoforza, nei prossimi mesi se non nei prossimi anni, passerà più tempo a difendersi in un’aula di tribunale che a lavorare in azienda. Sarebbe un bel gesto di distensione da parte dell’interessato fare un passo indietro liberando così l’azienda pubblica dal gravoso fardello di accuse e sospetti che si trascina dietro.
Michele Bertucco, capogruppo PD in Comune di Verona
Lorenzo Dalai, capogruppo PD in Provincia di Verona