Luci e ombre sul futuro dell’aeroporto

Pubblicato da il 27 marzo 2014 0 Commenti

Sull’accordo con Save si sono sprecati molti elogi, ma la realtà della controparte veronese del Catullo rimane quella di una società finanziariamente allo stremo e con seri problemi di credibilità. I soci pubblici (Comune  e Provincia in primis) sono stati impossibilitati a scegliere, perché avevano e hanno le mani legate da pesantissime responsabilità politiche e amministrative su cui non si è voluto fare chiarezza. I dirigenti che hanno affondato l’aeroporto erano comunque espressione del mondo imprenditoriale veronese e non riusciamo a capire per quali motivi non sia stata presa in considerazione la nostra proposta di un bando internazionale, che avrebbe potuto rimettere in gioco lo scalo veronese aprendogli le porte della collaborazione con i grandi aeroporti europei.

L’accordo con Save salva in extremis una situazione disastrosa, ma nessuno è in grado di dirci cosa accadrà domani: cosa ne sarà dello scalo di Montichiari? Continueremo ad andare avanti a carte bollate con Brescia oppure, come noi auspichiamo, si lavorerà per un’intesa politica di largo respiro? Che ne sarà dei lavoratori Avio-Handling a cui è stato promesso il reintegro? Quali sono le strategie di rilancio? Il Piano industriale del Catullo è in gran parte basato sulle attività non-avio, mentre da Venezia non abbiamo nessuna indicazione sul ruolo che verrà assegnato al sistema aeroportuale del Garda.

 

I capigruppo PD in Comune e Provincia
Michele Bertucco e Lorenzo Dalai

 

 

 

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