Riordino Province, bando alle nostalgie: il futuro è nell’area metropolitana

Pubblicato da il 8 febbraio 2014 0 Commenti

Leggiamo sulla stampa alcune preoccupazioni manifestate dagli assessori provinciali uscenti in merito alla riforma delle Province. Ad esempio l’assessore Mazzi si mostra dubbioso, asserendo che il riordino verrebbe lasciato a metà. Se avesse letto il Disegno di Legge Delrio saprebbe che il riordino delle Province, anche se non condiviso da tutti come dice lui, prevede una riforma chiara, chiarissima, in particolare in tema di Trasporto Pubblico Locale. Infatti le funzioni delle province quali enti di area vasta investono la pianificazione territoriale (quella che il centrodestra in 10 anni di governo non è riuscito a portare a termine); la pianificazione dei servizi di trasporto in ambito provinciale, i controlli in materia di trasporto privato, la gestione delle strade provinciali nonché precise competenze su rete ed edilizia scolastica.

Il pregio di questa riforma è di uniformare a dimensione di area vasta le reti dei servizi con relativa soppressione di migliaia di enti intermedi, inutili o ridondanti. Per le Regioni che decideranno di percorrere questa strada sono inoltre previste misure premiali, comunque senza maggiori o nuovi oneri per la finanza pubblica.

In questo solco si inserisce l’emendamento bipartisan che consente anche a Verona di costituirsi in città metropolitana, il quale darebbe alla nostra città lo strumento legislativo per assolvere finalmente alle sue naturali ambizioni di guida di una vasta area strategica di sviluppo attorno al Lago di Garda. La strada è dunque tracciata, agli assessori uscenti dico: non è più tempo per le nostalgie.

Lorenzo Dalai
capogruppo PD in Provincia di Verona

 

foto: oggitreviso.it

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