Solarexpo: Tosi, un altro danno
Solarexpo, prima manifestazione delle energie rinnovabili d’Italia e terza nel mondo dopo Shangai e Monaco, vuole abbandonare Verona per trasferirsi a Milano. E’ un danno strettamente collegato alla vendita delle quote della Fiera, alla riduzione del peso del Comune di Verona in Veronafiere e all’assenza generale di una strategia.
Nel 2011 Solarexpo ha richiamato nella nostra città più di 1.000 aziende e oltre 70.000 visitatori, ed ha organizzato più di 60 appuntamenti convegnistici.
Un danno ingentissimo per il sistema-Verona, per l’indotto di attività alberghiere e commerciali e per la capacità della città di stare al passo con le dinamiche internazionali. Dopo l’Aeroporto, adesso anche la Fiera subisce i contraccolpi delle politiche di sistema che questa Amministrazione non ha saputo realizzare. Sono queste le premesse per l’Expo 2015?
La richiesta di internazionalizzazione con cui i responsabili di Solarexpo motivano la loro decisione mostra la pochezza della strategia dell’Amministrazione comunale, che ha venduto le quote con l’unico obbiettivo di fare cassa facendo credere che i problemi della Fiera si risolvono soltanto con i parcheggi.
Era fondata, invece, la nostra proposta di favorire l’ingresso di un socio internazionale specializzato di peso. Solarexpo ne è la prova: è riuscita a conquistarsi spazi sul mercato nazionale ed internazionale, ma i limiti evidenti del “sistema” nonché la chiusura della città, non hanno consentito di corrispondere quella crescita.
E’ un altro e pericoloso segnale di allarme ed è grottesco che Tosi dica che “dobbiamo attrezzarci sempre di più come sistema territoriale (logistica, trasporti, infrastrutture in generale) per far fronte alla competizione di altre aree.” E’ lui la causa di questo danno. In cinque anni ha realizzato un parcheggio. E’ niente in una città che vanta una fiera internazionale.
Per questo occorre che tutti gli attori in gioco si attivino per frenare il declino a cui ci condanna questa politica miope. A surrogare il ruolo che il Comune non ha saputo esercitare (dov’era il sindaco, dov’era l’assessore alle Partecipate mentre gli altri prendevano queste decisioni?), anche la Regione deve mettere in campo tutta la sua autorevolezza dal momento che qui in Veneto, a Padova, c’è il più principale distretto delle energie rinnovabili d’Italia e il sistema che si integrava con Verona va difeso.
In generale, è giunta l’ora che tutti i principali soci istituzionali della città, dalle banche agli enti locali, si uniscano al tavolo per affiancare autorevolmente Veronafiere nell’impresa di recuperare i rapporti con Solarexpo e discutere, finalmente, delle prospettive e del futuro delle principali agenzie di sviluppo: Fiera, Aeroporto, Consorzio Zai e Fondazione Arena, anche in vista dell’Expo2015.
Una nota sul vertice apicale di Veronafiere: nello stesso giorno della perdita di Solarexpo, il Presidente Riello ha affermato che ”la Fiera è più forte con i nuovi soci”. Pare di vedere un film già visto con l’aeroporto e l’allora Presidente Bortolazzi.


